
TF, 20.04.2026, 9C_456/2025
Fatti
La controversia vede contrapposte la società anonima A.________ AG e il comune di Val Müstair, nel cantone dei Grigioni.
La società A.________ AG è proprietaria di un immobile situato sul territorio comunale. Il 14 giugno 2024, il comune le ha inviato una fattura per la tassa di soggiorno (Beherbergungsabgabe) relativa all'anno 2023, per un importo complessivo di CHF 1’096.–. Tale importo è suddiviso in una tassa base di CHF 250.– e una tassa sulla superficie di CHF 846.–.
La società ha contestato tale imposizione tramite le vie di ricorso cantonali. La sua opposizione è stata dapprima respinta dal comune il 22 luglio 2024, dopodiché il suo ricorso è stato respinto con sentenza del Tribunale cantonale dei Grigioni (Obergericht) in data 20 giugno 2025.
Ritenendo l'imposizione infondata, la società A.________ AG ha adito il Tribunale federale con un ricorso in materia di diritto pubblico. Ha concluso per l'annullamento della sentenza cantonale e per l'annullamento totale della tassa di soggiorno per il 2023.
Diritto
La questione giuridica centrale verte sull'interpretazione e sull'applicazione del diritto tributario comunale e cantonale alla luce dei principi costituzionali federali.
- Base legale contestata: L'art. 5 cpv. 1 della legge comunale sul turismo (TG) di Val Müstair, combinato con l'art. 22a della legge cantonale sulle imposte (GKStG/GR). Tale disposizione prevede un'esenzione dalla tassa di soggiorno per "chi è assoggettato all'imposta in modo illimitato nel comune e non vi dispone di una residenza di vacanza a uso proprio (selbst genutzte Ferienliegenschaft)".
- Principi costituzionali invocati:
- Principio di legalità in materia tributaria (art. 127 cpv. 1 Cost.): Ogni tassa deve fondarsi su una base legale formale, che definisca chiaramente i soggetti passivi, l'oggetto della tassa e il relativo metodo di calcolo. Il Tribunale federale ricorda che, se è contestata la legge stessa, la esamina liberamente. Se invece viene criticata solo la sua applicazione nel caso concreto, riesamina la decisione cantonale esclusivamente sotto il profilo dell'arbitrio.
- Divieto di arbitrio (art. 9 Cost.) : Una decisione è arbitraria se è manifestamente insostenibile, in palese contraddizione con la situazione di fatto, se viola una norma o un principio giuridico incontestato, o se urta in modo stridente il senso di giustizia. Il semplice fatto che sia ipotizzabile un'altra soluzione non è sufficiente a configurare l'arbitrio.
- Diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.) : Tale diritto include l'obbligo per l'autorità di motivare le proprie decisioni. La motivazione deve esporre le ragioni essenziali che hanno guidato l'autorità, al fine di consentire al destinatario di contestare la decisione con cognizione di causa.
Applicazione al caso concreto
Il Tribunale federale esamina gli argomenti della società ricorrente alla luce di tali principi.
a. Respingimento delle censure formali
Il Tribunale respinge sin da subito le pretese violazioni del diritto di essere sentito e del divieto di arbitrio nell'accertamento dei fatti. Ritiene che la decisione cantonale fosse sufficientemente motivata da consentire un ricorso e che la ricorrente non abbia dimostrato in che modo un eventuale errore sui fatti sarebbe stato decisivo.
b. Interpretazione non arbitraria della nozione di “uso proprio”
Il fulcro del ragionamento riguarda l'interpretazione dell'art. 5 cpv. 1 TG. La ricorrente, una persona giuridica, sosteneva di non poter fare un “uso proprio” del proprio bene e di dover quindi essere esonerata.
Il Tribunale federale convalida l'analisi dell'istanza cantonale, che ha rifiutato un'interpretazione puramente letterale e ha proceduto a un'analisi completa:
- Interpretazione sistematica: La tassazione è la regola, l'esenzione è l'eccezione. Le eccezioni devono essere interpretate restrittivamente.
- Interpretazione storica: La legge cantonale è stata concepita per colmare lacune ed evitare perdite di entrate fiscali. Consentire un'esenzione in questo caso andrebbe contro la volontà del legislatore.
- Interpretazione teleologica (secondo lo scopo della norma): La tassa di soggiorno mira a far contribuire chi beneficia delle infrastrutture turistiche. Mettendo il proprio bene a disposizione a fini di vacanza, anche ai propri azionisti o amministratori, la società beneficia indirettamente dell'attrattiva turistica del comune.
Il Tribunale federale conclude che l'interpretazione dei giudici cantonali, secondo cui la messa a disposizione del bene da parte della società ai propri azionisti e amministratori costituisce un “uso proprio” per trasparenza, non è arbitraria.
c. Prevenzione dell'evasione fiscale (abuso di diritto)
Il Tribunale federale conferma esplicitamente che sarebbe “urtante” (“stossend”) se la semplice interposizione di una persona giuridica permettesse di aggirare l'obbligo di pagare la tassa. Adottando un approccio basato sulla realtà economica piuttosto che sul formalismo giuridico rigoroso, il Tribunale impedisce una costruzione che si configurerebbe come evasione fiscale. La struttura giuridica non deve servire a eludere un contributo dovuto in ragione dell'utilizzo effettivo del bene.
Esito
Il Tribunale federale respinge il ricorso della società A.________ AG.
Di conseguenza, la decisione del Tribunale cantonale dei Grigioni è confermata e l'imposta di soggiorno per l'anno 2023 rimane invariata.
Le spese processuali, fissate a CHF 2.200, sono a carico della società ricorrente. Non viene riconosciuto alcun rimborso delle spese legali al comune resistente.
Newsletter fiscale Silex pubblicata in collaborazione con Avv. Anna Vladau