
TF, 29.07.2026, 6B_772/2025
Fatti
Il 27 febbraio 2023, A.________ ha circolato su un tratto limitato a 30 km/h a una velocità di 74 km/h dopo la deduzione del margine di sicurezza, superando il limite di 44 km/h. È stato pertanto riconosciuto colpevole di violazione gravemente qualificata delle norme della circolazione ai sensi dell'art. 90 cpv. 3 e 4 LCStr. In appello, è stato condannato a una pena detentiva di dodici mesi sospesa condizionalmente per due anni. (consid. 1-3)
Il ricorrente contestava in particolare l'affidabilità della misurazione radar. Chiedeva l'audizione del suo passeggero, degli agenti di polizia responsabili del radar, l'acquisizione di documenti complementari e una perizia. Sosteneva inoltre di dover beneficiare del regime privilegiato di cui all'art. 90 cpv. 3ter LCStr, nonostante una precedente condanna del 2016 per violazione grave delle norme della circolazione ai sensi dell'art. 90 cpv. 2 LCStr. (consid. 1.1-1.2; 2.1)
Diritto
Le autorità penali possono rinunciare all'assunzione di ulteriori prove quando ritengono, sulla base di quelle già acquisite, che i fatti rilevanti siano sufficientemente accertati e che un'ulteriore prova non modificherebbe il loro convincimento. Tale valutazione anticipata delle prove non viola né il diritto di essere sentito né il principio dell'istruzione, purché non sia arbitraria. In appello, l'autorità deve tuttavia completare l'istruttoria probatoria qualora le prove già raccolte siano irregolari, incomplete o poco attendibili. (consid. 1.3-1.4)
Ai sensi dell'art. 90 cpv. 3 LCStr, chiunque violi intenzionalmente norme fondamentali della circolazione creando un elevato rischio di incidente grave è punito con una pena detentiva da uno a quattro anni. Il superamento di almeno 40 km/h su una strada limitata a 30 km/h costituisce una violazione particolarmente grave. L'art. 90 cpv. 3ter LCStr consente tuttavia di scendere al di sotto di tale pena minima, o addirittura di pronunciare una pena pecuniaria, qualora l'autore non sia stato condannato, nei dieci anni precedenti, per un crimine o un delitto stradale che abbia messo seriamente in pericolo la sicurezza altrui. (consid. 2.3-2.4.2)
Il Tribunale federale precisa che ogni condanna fondata sull'art. 90 cpv. 2 LCStr intervenuta nei dieci anni precedenti esclude in linea di principio il privilegio di cui all'art. 90 cpv. 3ter LCStr. Il testo di legge, i lavori preparatori e la finalità della disposizione concordano: l'autore già condannato per una violazione grave che abbia creato un serio pericolo per gli altri non può essere considerato un delinquente primario beneficiario del quadro penale privilegiato. (consid. 2.5.1-2.5.6)
Applicazione al caso concreto
L'istanza precedente poteva rinunciare ad ascoltare il passeggero e gli agenti di polizia. La misurazione radar era corroborata dal verbale di misurazione, dal certificato di taratura e dai controlli di funzionamento. Nessun elemento concreto rivelava un malfunzionamento del radar. Il fatto che il ricorrente affermasse di aver visto 69 km/h sul tachimetro dopo il flash non era sufficiente a rimettere in discussione la misurazione oggettiva. Il rifiuto di ulteriori misure probatorie non era dunque arbitrario. (consid. 1.4.1-1.4.2)
Inoltre, la sua condanna del 2016 ai sensi dell'art. 90 cpv. 2 LCStr risaliva a meno di dieci anni prima. L'art. 90 cpv. 3ter LCStr era pertanto inapplicabile, motivo per cui rimaneva applicabile la pena minima prevista dall'art. 90 cpv. 3 LCStr. (consid. 2.4-2.6)
Esito
Il Tribunale federale respinge il ricorso nella misura in cui è ammissibile e conferma la condanna, nonché la pena detentiva di dodici mesi con la condizionale. Le spese giudiziarie di 3'000 franchi sono poste a carico del ricorrente. (consid. 3)