Ricorso in materia penale

TF, 20.03.2026, 7B_1368/2025
Fatti
Il 13 marzo 2024, A.________ denuncia di essere stata vittima di una violenza carnale commessa da B.. Il 15 marzo 2024, durante la sua audizione da parte della polizia in qualità di persona informata sui fatti, A. dichiara a più riprese e in modo esplicito di non voler sporgere querela penale. Giustifica la sua decisione con il trauma legato a precedenti procedure infruttuose e il suo desiderio di non rivivere i fatti. Conferma di aver ricevuto un promemoria sull'aiuto alle vittime (LAV) in ospedale e di nuovo dalla polizia, ma indica di non averne bisogno. Il 23 aprile 2024, tramite il suo avvocato (anche suo curatore), A.________ informa il Pubblico Ministero di voler finalmente costituirsi accusatore privato in ambito penale e civile. Il Pubblico Ministero le riconosce tale qualità. Adita con un ricorso dall'imputato, la Camera dei ricorsi penali del Tribunale cantonale vodese annulla questa decisione, ritenendo che la rinuncia iniziale di A.________ fosse chiara, ponderata e definitiva, privandola così della qualità di accusatore privato. A.________ ricorre contro questa sentenza al Tribunale federale.
Diritto
Il Tribunale federale rammenta le condizioni per acquisire la qualità di accusatore privato (art. 118 CPP) e i requisiti relativi alla rinuncia a tale status o alla presentazione di una querela (art. 120 CPP e art. 30 cpv. 5 CP). Tale rinuncia deve essere espressa, chiara, inequivocabile ed è definitiva. Per essere valida, questa dichiarazione di volontà deve essere informata, vale a dire che la vittima deve essere pienamente consapevole delle sue conseguenze giuridiche, in particolare del suo carattere irrevocabile. Il Tribunale insiste sul dovere di informazione dettagliata che incombe alle autorità di perseguimento penale, in particolare alla polizia, durante la prima audizione di una vittima (art. 305 CPP e legge sull'aiuto alle vittime, LAV). La vittima deve essere informata in modo completo sui suoi diritti, compresa la possibilità di beneficiare di assistenza legale gratuita, i diritti specifici legati allo status di accusatore privato (in particolare per far valere pretese civili) e, soprattutto, le conseguenze di una rinuncia a sporgere querela. L'adempimento di questo dovere di informazione deve essere verbalizzato. Un accertamento dei fatti è arbitrario (art. 9 Cost.) se è manifestamente insostenibile.
Applicazione al caso concreto
Il Tribunale federale constata che il dovere di informazione della polizia nei confronti della ricorrente è stato violato. Sebbene il verbale menzioni la consegna di un promemoria LAV, il contenuto di tale documento non è noto, poiché non è stato allegato agli atti. È quindi impossibile verificare se la ricorrente sia stata informata in modo sufficientemente dettagliato su punti essenziali: la gratuità dell'assistenza legale, la possibilità di costituirsi accusatore privato e, in modo cruciale, il carattere definitivo e irrevocabile di una rinuncia a sporgere querela. Anche il modulo di audizione firmato dalla ricorrente non conteneva tali informazioni. In queste circostanze, anche se le dichiarazioni della ricorrente sembravano chiare e la sua capacità di discernimento non era più alterata, la sua rinuncia non può essere considerata una manifestazione di volontà validamente espressa. In assenza di prove che sia stata informata delle conseguenze irrevocabili della sua decisione, non si può affermare che avrebbe mantenuto la sua rinuncia se ne avesse conosciuto l'intera portata. Il fatto che avesse già rinunciato a sporgere querela in passato non garantisce la sua conoscenza del carattere definitivo di tale passo. La corte cantonale ha quindi commesso un arbitrio nell'apprezzamento dei fatti e ha violato il diritto federale concludendo per una rinuncia valida.
Esito
Il Tribunale federale accoglie il ricorso di A.________. Annulla la sentenza della Camera dei ricorsi penali e le rinvia la causa. L'autorità cantonale dovrà determinare il contenuto esatto del promemoria che è stato consegnato alla ricorrente al fine di stabilire quali informazioni le siano state effettivamente comunicate, prima di pronunciarsi nuovamente sulla sua qualità di accusatore privato.
Newsletter Silex, pubblicata in collaborazione con Claudia Malaguerra

