Ricorso in materia penale

Atti sessuali con fanciulli: Valutazione delle prove, valore di una perizia sull'attendibilità e necessità di una nuova audizione in appello

Atti sessuali con fanciulli: Valutazione delle prove, valore di una perizia sull'attendibilità e necessità di una nuova audizione in appello

TF, 26.02.2026, 6B_210/2025

Fatti

A.A.________ (il ricorrente) era il figlio della "maman de jour" che si occupava di B.B.________ (la vittima), nato nel 2011. Nel 2014, quando la vittima aveva tra i due e i quattro anni, il ricorrente è accusato di avergli imposto diversi atti sessuali, in particolare una fellatio, lo sfregamento del suo pene eretto contro i glutei del bambino e un tentativo di penetrazione anale, imponendogli il segreto.

A seguito delle prime rivelazioni spontanee del bambino a sua madre nel 2014, e di rivelazioni più dettagliate nel 2018, è stato avviato un procedimento penale. Una perizia ha concluso per l'attendibilità delle dichiarazioni del bambino, ritenendo che i suoi ricordi non fossero né indotti né frutto di fantasia, nonostante un rischio di contaminazione giudicato "teorico" a causa del tempo trascorso e delle domande poste dall'entourage.

Assolto in prima istanza, il ricorrente è stato condannato in appello dalla Corte di appello penale del Tribunale cantonale vodese a una pena detentiva di 18 mesi con la condizionale e al pagamento di 6'000 fr. per torto morale. Il ricorrente presenta un ricorso in materia penale al Tribunale federale, adducendo una valutazione arbitraria delle prove, una violazione della presunzione d'innocenza e un vizio di procedura, poiché la corte d'appello non ha nuovamente sentito il bambino.

Diritto

Il Tribunale federale richiama i principi giuridici applicabili al caso:

  1. Valutazione delle prove e arbitrio (art. 9 Cost.): Il Tribunale federale interviene solo se la valutazione delle prove da parte dell'istanza cantonale è manifestamente insostenibile. Una condanna può basarsi su un complesso di indizi convergenti, anche se ogni singolo indizio potrebbe apparire insufficiente.

  2. Presunzione d'innocenza (principio in dubio pro reo): Questo principio esige che il dubbio vada a beneficio dell'imputato. Tuttavia, quando viene criticata la valutazione delle prove, la sua portata non va oltre il divieto dell'arbitrio. Dubbi puramente astratti o teorici non sono sufficienti per fondare un'assoluzione.

  3. Dichiarazioni della vittima e perizia sull'attendibilità: Nei casi di "dichiarazione contro dichiarazione", la parola della vittima può essere sufficiente a formare il convincimento del giudice. Una perizia sull'attendibilità è uno strumento cruciale per valutare l'affidabilità delle dichiarazioni di un bambino. Il giudice non è vincolato dalla perizia, ma può discostarsene solo per seri motivi. La tardività delle rivelazioni o l'evoluzione del racconto non sono necessariamente segni di inattendibilità, poiché la memoria traumatica ha le sue specificità.

  4. Assunzione delle prove in appello (art. 343 e 389 CPP): In linea di principio, l'autorità di appello deve ripetere l'audizione di un testimone se l'impressione diretta è decisiva per l'esito della lite, in particolare in una situazione di "parola contro parola".

  5. Protezione dei minori (art. 154 CPP): Questo principio è temperato dalla necessità di proteggere i testimoni minorenni, specialmente nei casi di abusi sessuali. Per evitare una vittimizzazione secondaria, una nuova audizione può essere evitata se i diritti della difesa sono garantiti con altri mezzi (ad es. un'audizione videoregistrata condotta da specialisti).

Applicazione al caso concreto

Il Tribunale federale esamina e respinge tutte le censure del ricorrente:

  1. Sulla valutazione delle prove: La corte cantonale non è incorsa nell'arbitrio. Si è basata su un complesso di indizi solidi: le rivelazioni spontanee e precoci del bambino, la coerenza del nucleo del suo racconto nonostante la sua evoluzione, e soprattutto le chiare conclusioni della perizia sull'attendibilità. Il Tribunale federale sottolinea che il rischio di contaminazione dei ricordi è stato qualificato come "teorico" dalle perite, le quali non hanno riscontrato alcuna contaminazione effettiva. Gli altri elementi, come la diagnosi di disturbo da stress post-traumatico, l'assenza di un movente per false accuse e la possibilità materiale dei fatti, corroborano la versione della vittima. Gli argomenti del ricorrente (assenza di lesioni fisiche, comportamento del bambino dopo i fatti) non creano un dubbio serio e irriducibile.

  2. Sulla necessità di una nuova audizione: Il Tribunale federale ritiene che la corte d'appello non fosse tenuta a sentire nuovamente il bambino. La protezione del minore da una vittimizzazione secondaria era prioritaria. I diritti della difesa sono stati sufficientemente garantiti, poiché l'audizione iniziale era stata videoregistrata da una specialista, il ricorrente ha avuto l'opportunità di far porre domande, e i giudici d'appello disponevano della registrazione video e della perizia sull'attendibilità per formarsi il proprio convincimento. L'impressione diretta non era quindi indispensabile in questo caso specifico.

Esito

Il Tribunale federale conclude che la condanna pronunciata dalla corte cantonale non viola né il diritto federale né la presunzione d'innocenza. Il ricorso è respinto. La domanda di assistenza giudiziaria del ricorrente è accolta.










Newsletter Silex, pubblicata in collaborazione con Claudia Malaguerra

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