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NewsletterRicorso in materia penale

6B_788/2025 - Truffa, determinazione della pena, espulsione dal territorio, estensione del potere di esame in appello (art. 404 CPP) e sostituzione del difensore d'ufficio

03 August 2026

TF, 19.06.2026, 6B_788/2025

Fatti

Un uomo (di seguito: il ricorrente) è accusato di aver richiesto prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione per i mesi di luglio e agosto 2022 dichiarando falsamente di non aver lavorato né di essere stato in inabilità al lavoro. In realtà, aveva svolto un'attività lucrativa durante tale periodo, generando redditi lordi di 2'211.70 e 2'471.80 franchi, ed era stato in malattia. Ha così percepito indebitamente un'indennità di disoccupazione di 3'921.45 franchi per luglio 2022. Il versamento per agosto 2022 non ha avuto luogo a causa di giorni di sospensione. Il tribunale distrettuale lo ha condannato per truffa ripetuta, parzialmente tentata (art. 146 cpv. 1 CP), a una pena detentiva di 2 mesi e ha pronunciato la sua espulsione dal territorio per 5 anni. Il tribunale cantonale ha respinto l'appello del ricorrente, limitato alla misura della pena e all'espulsione. Il ricorrente adisce il Tribunale federale con un ricorso in materia penale, chiedendo l'assoluzione completa e, in subordine, una condanna per ottenimento illecito di prestazioni di un'assicurazione sociale (art. 148a CP) o l'annullamento dell'espulsione. (Sachverhalt A, B, C)

Diritto

Il Tribunale federale richiama diversi principi giuridici. In primo luogo, per quanto concerne la procedura d'appello, il tribunale di seconda istanza riesamina la sentenza di primo grado solo sui punti contestati nella dichiarazione d'appello (art. 404 cpv. 1 CPP). Un'estensione successiva dell'appello è esclusa. Eccezionalmente, l'autorità d'appello può esaminare punti non contestati per evitare decisioni illegali o inique (art. 404 cpv. 2 CPP), in particolare in caso di applicazione manifestamente errata del diritto, ma tale facoltà deve essere esercitata con riserbo e non si applica alle pure questioni di apprezzamento, salvo in caso di arbitrio. (consid. 1.3.1, 1.3.2)

In secondo luogo, ribadisce la sua giurisprudenza costante sulla truffa (art. 146 CP) in materia di prestazioni sociali. Il fatto di fornire informazioni false o incomplete sulla propria situazione finanziaria nei moduli di richiesta costituisce un inganno mediante commissione. L'astuzia è ammessa quando l'autore ha un obbligo legale di informare e la verifica delle informazioni da parte dell'autorità non è possibile, non è ragionevolmente esigibile o lo è solo a prezzo di sforzi particolari. Le autorità possono in linea di principio fare affidamento sulla completezza e sulla veridicità delle dichiarazioni delle persone soggette a un obbligo di collaborazione. Tale giurisprudenza rimane valida anche dopo l'introduzione dell'art. 148a CP (ottenimento illecito di prestazioni). (consid. 1.4.2)

In terzo luogo, il cambio del difensore d'ufficio (art. 134 cpv. 2 CPP) è concesso solo se il rapporto di fiducia è gravemente compromesso per ragioni oggettive o se non è più garantita una difesa efficace. Il semplice sentimento soggettivo dell'imputato non è sufficiente; deve essere supportato da fatti concreti. Il difensore non è un mero portavoce del proprio cliente e dispone di un margine di apprezzamento nella scelta della strategia difensiva. Solo una grave violazione dei doveri dell'avvocato, come un manifesto errore procedurale, può giustificare una sostituzione. (consid. 2.3.1, 2.3.2)

In quarto luogo, per quanto riguarda la commisurazione della pena (art. 47 CP), il giudice dispone di un ampio potere di apprezzamento. Il Tribunale federale interviene solo in caso di eccesso o abuso di tale potere. La scelta tra una pena pecuniaria e una pena detentiva dipende in particolare dai precedenti dell'imputato e dall'efficacia preventiva della sanzione. In caso di concorso di reati, la pena è determinata secondo il principio dell'asprezza (art. 49 cpv. 1 CP). (consid. 3.3)

In quinto luogo, l'espulsione obbligatoria (art. 66a cpv. 1 CP) può essere eccezionalmente esclusa se costituisce un caso di rigore personale grave per lo straniero e se l'interesse pubblico all'espulsione non prevale sul suo interesse privato a rimanere in Svizzera (art. 66a cpv. 2 CP). L'esame del caso di rigore e la ponderazione degli interessi devono tenere conto dell'insieme delle circostanze, in particolare la durata del soggiorno, il grado di integrazione sociale ed economica, la situazione familiare e il rispetto dell'ordinamento giuridico. (consid. 4.3.1, 4.3.2)

Applicazione al caso concreto

Il Tribunale federale esamina in successione le censure del ricorrente. In merito alla condanna per truffa, rileva che il ricorrente aveva limitato il proprio appello alla pena e all'espulsione. La dichiarazione di colpevolezza è pertanto passata in giudicato. Il Tribunale federale ritiene che l'istanza precedente non dovesse riesaminare tale punto d'ufficio ai sensi dell'art. 404 cpv. 2 CPP, poiché la condanna per truffa basata su false dichiarazioni all'assicurazione contro la disoccupazione non costituisce un'applicazione del diritto manifestamente errata o arbitraria, bensì è conforme alla sua giurisprudenza costante. Gli argomenti del ricorrente sull'assenza di astuzia e di intenzione di arricchirsi illecitamente sono dunque inammissibili in questa sede. (consid. 1.4.1, 1.4.2, 1.4.3, 1.4.6)

Viene confermato anche il rifiuto di sostituire il difensore d'ufficio. La richiesta era stata presentata a nome del ricorrente e si fondava su motivi soggettivi di comunicazione, che non sono sufficienti a dimostrare una rottura oggettiva del rapporto di fiducia. Il fatto che l'avvocato non abbia presentato appello sulla colpevolezza rientra nella strategia difensiva e non costituisce un errore manifesto tale da giustificarne la revoca. Una difesa efficace era garantita. (consid. 2.4.1, 2.4.2, 2.4.3, 2.4.4)

La commisurazione della pena è giudicata conforme al diritto. La pena base di un mese per la truffa consumata, per una colpa definita da molto lieve a lieve, rientra nel margine di apprezzamento del giudice. L'aumento moderato per il tentativo e i precedenti è giustificato. La scelta di una pena detentiva da espiare di due mesi è motivata in modo convincente dalle numerose condanne precedenti del ricorrente (sette dal 2014), che dimostrano come le pene pecuniarie e le multe non abbiano avuto alcun effetto dissuasivo. Essendo la prognosi sul comportamento futuro sfavorevole, l'esecuzione incondizionata della pena è giustificata per ragioni di prevenzione speciale. (consid. 3.4.1, 3.4.2, 3.4.3, 3.4.4)

Infine, per quanto riguarda l'espulsione, il Tribunale federale conferma l'analisi dell'istanza precedente. Sebbene il ricorrente sia arrivato in Svizzera all'età di 8 anni e vi abbia completato il percorso scolastico e formativo, la sua integrazione è giudicata lacunosa a causa dell'instabilità professionale, della ricorrente dipendenza dall'assistenza sociale e del massiccio indebitamento. Soprattutto, il suo pesante casellario giudiziale, che include reati contro la vita e l'integrità fisica, dimostra un disprezzo per l'ordinamento giuridico svizzero e giustifica una prognosi sfavorevole. Anche ammettendo un caso di rigore, l'interesse pubblico all'espulsione, motivato dall'elevato rischio di recidiva, prevale sull'interesse privato del ricorrente a rimanere in Svizzera. L'espulsione è dunque proporzionata. (consid. 4.4, 4.5, 4.6.1, 4.6.2, 4.6.3, 4.7.1, 4.7.2, 4.7.3, 4.8)

Esito

Il Tribunale federale respinge il ricorso nella misura in cui è ammissibile. Le spese giudiziarie, pari a 3'000 franchi, sono poste a carico del ricorrente. (consid. 1, 2, 3 del dispositivo)

Newsletter Silex publiée en collaboration avec  
Claudia Malaguerra