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NewsletterDiritto penale

Valutazione del consenso della vittima e dell'intenzione dell'autore nei reati sessuali - pratiche sadomasochiste e limiti del «safe word»

02 December 2025

Vue en contre-plongée de colonnes en marbre cannelées d'un bâtiment classique.

TF, 05.09.2025, 6B_399/2024, 6B_405/2024

Fatti

A. e B. hanno avuto due rapporti sessuali sadomasochisti consensuali nel giugno 2021. Il 7 dicembre 2021, durante un nuovo incontro a casa di B., A. ha commesso atti violenti (fellatio forzata con vomito, percosse, tirate di capelli, penetrazioni). Il tribunale di prima istanza ha condannato A. per lesioni personali semplici, coazione sessuale e violenza carnale. La Corte d'appello di Friburgo lo ha assolto, ritenendo che gli atti rientrassero in un gioco SM consensuale, in particolare a causa dei precedenti rapporti e del fatto che la querelante non avesse utilizzato il «safe word». Il Ministero pubblico e la querelante hanno presentato ricorso.

Diritto

Il TF ricorda che:

  • gli art. 189 CP (coazione sessuale) e 190 CP (violenza carnale) richiedono l'assenza di consenso della vittima e l'uso di un mezzo di coazione da parte dell'autore (violenza, pressioni di natura psichica). Esempio: mantenere ferma la testa della vittima o colpirla costituisce coazione;
  • la violenza carnale e la coazione sessuale presuppongono che l'autore abbia agito intenzionalmente (con coscienza e volontà). Esempio: continuare nonostante evidenti segni di sofferenza. L'autore può essere condannato per dolo eventuale, ovvero se accetta il rischio che la vittima non sia consenziente;
  • secondo l'art. 123 CP (lesioni personali semplici), ogni lesione significativa all'integrità fisica è punibile, salvo consenso valido. Esempio: un ematoma o dolori persistenti non sono coperti da un consenso presunto;
  • il consenso deve essere chiaro, attuale, limitato agli atti accettati e revocabile in qualsiasi momento; 

Applicazione al caso concreto

Il TF ritiene che:

  • i messaggi del 7 dicembre mostrano la volontà di avere un rapporto sessuale, ma non un accordo per pratiche violente o umilianti. Il «safe word» non è mai stato realmente implementato né ridefinito quel giorno;
  • i rapporti di giugno non consentono di concludere per un assenso automatico sei mesi dopo. Esempio: aver accettato schiaffi o strangolamenti a giugno non equivale ad accettare il vomito forzato del 7 dicembre;
  • le violenze esercitate (coazioni, vomito provocato, percosse, tirate di capelli) superano quanto poteva essere ragionevolmente previsto sulla base dei rapporti consensuali di giugno;
  • non verificando il consenso della querelante e proseguendo con atti violenti, A. ha almeno accettato il rischio che lei non fosse consenziente: si può quindi configurare l'intenzione per dolo eventuale.

Gli elementi oggettivi e soggettivi delle tre infrazioni sono soddisfatti.

Esito

Il TF accoglie entrambi i ricorsi, riforma la sentenza cantonale e riconosce A. colpevole di:

  • lesioni personali semplici (art. 123 CP),
  • coazione sessuale (art. 189 CPS),
  • violenza carnale (art. 190 CPS).

La causa è rinviata alla corte cantonale per la determinazione della pena, delle pretese civili e delle spese.

Non vengono prelevate spese giudiziarie dinanzi al TF; il Cantone di Friburgo versa 3'000 CHF alla parte lesa a titolo di ripetibili.


Newsletter Silex pubblicata in collaborazione con Justine Arnal e Camille Perrier Depeursinge