
TF, 13.11.2025, 6B_1173/2023
Fatti
Un'attivista per il clima ha partecipato a due manifestazioni non autorizzate organizzate da «Extinction Rebellion» a Zurigo. La prima, avvenuta il 20 giugno 2020 sul Quaibrücke, ha causato il blocco della circolazione automobilistica e l'interruzione del traffico dei tram per oltre tre ore. La seconda, svoltasi il 4 ottobre 2021 sull'Uraniastrasse, ha anch'essa bloccato la circolazione, rendendo necessaria una deviazione su larga scala per diverse ore. In entrambi i casi, la polizia è intervenuta dopo aver tollerato i raduni per un certo periodo, intimando ai manifestanti di lasciare il luogo. La ricorrente, che non era un'organizzatrice ma una semplice partecipante, non ha ottemperato all'ordine ed è stata scortata via dalla polizia. Le autorità cantonali l'hanno riconosciuta colpevole di coazione multipla (art. 181 CP) per entrambe le manifestazioni e di intralcio ai servizi di interesse generale (art. 239 CP) per la prima. È stata condannata a una pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere con la condizionale. La donna ricorre al Tribunale federale, invocando in particolare una violazione delle sue libertà di espressione e di riunione.
Diritto
Il Tribunale federale riassume le condizioni dei reati contestati e le bilancia con le libertà fondamentali.
- Intralcio ai servizi di interesse generale (art. 239 CP) : Questo reato tutela l'interesse pubblico alla fornitura ininterrotta di servizi essenziali. Per i trasporti pubblici, la perturbazione deve raggiungere una certa intensità e durata. Una semplice deviazione non è sufficiente; è necessaria una perturbazione significativa del servizio, come ritardi importanti o l'interruzione di diverse linee. Il reato è intenzionale, essendo sufficiente il dolo eventuale.
- Coazione (art. 181 CP) : Questo reato tutela la libertà di decisione e di azione dell'individuo. La nozione di «impedimento in altro modo della libertà di agire» deve essere interpretata in modo restrittivo. L'intensità della coazione deve essere paragonabile a quella della violenza o della minaccia di un grave danno. Un semplice disagio o una lieve deviazione in ambito urbano non sono sufficienti a costituire coazione. L'atto deve inoltre essere illecito, il che, nel contesto di manifestazioni politiche, richiede una ponderazione degli interessi che tenga conto delle libertà di espressione (art. 16 Cost., art. 10 CEDU) e di riunione (art. 22 Cost., art. 11 CEDU).
- Libertà di espressione e di riunione : Questi diritti non sono assoluti. Una condanna penale costituisce un'ingerenza che deve poggiare su una base legale, perseguire uno scopo legittimo (sicurezza, ordine pubblico, protezione dei diritti altrui) ed essere proporzionata. Le manifestazioni sul suolo pubblico sono soggette ad autorizzazione. Sebbene le autorità debbano mostrare una certa tolleranza verso i raduni pacifici non autorizzati, tale tolleranza ha dei limiti. Una condanna penale è ammissibile quando i manifestanti perturbano intenzionalmente e in modo significativo la vita quotidiana, e tale perturbazione supera gli inconvenienti inerenti al normale esercizio di tali libertà.
Applicazione al caso concreto
Il Tribunale federale conferma la decisione dell'istanza precedente.
- In merito all'intralcio ai servizi di interesse generale : La perturbazione del traffico dei tram sul Quaibrücke (cinque linee interrotte per diverse ore su un asse centrale) ha raggiunto l'intensità richiesta dall'art. 239 CP. Partecipando a un'azione di blocco su un tale asse, la ricorrente ha accettato, almeno a titolo di dolo eventuale, che il traffico dei tram venisse interrotto. La condanna su questo punto è dunque confermata.
- In merito alla coazione : Per entrambe le manifestazioni, l'intensità dell'intralcio alla circolazione è stata sufficiente a costituire coazione. Il blocco del Quaibrücke ha paralizzato il traffico, mentre quello dell'Uraniastrasse ha reso necessaria una deviazione "su larga scala" per diverse ore. Il Tribunale federale giudica tali atti illeciti e sproporzionati. Il blocco del traffico e le perturbazioni così causate non sono state solo una conseguenza accessoria delle manifestazioni non autorizzate, ma il vero e proprio scopo delle due azioni. I manifestanti avrebbero potuto scegliere luoghi o metodi che comportassero minori disagi per far valere la propria causa.
- In merito alle libertà fondamentali La condanna costituisce una restrizione giustificata alla libertà di espressione e di riunione della ricorrente. Essa si fonda su una base legale (art. 181 e 239 CP) e persegue scopi legittimi (ordine pubblico, sicurezza stradale, protezione dei diritti di terzi). La restrizione è ritenuta proporzionata poiché l'obiettivo delle azioni era quello di perturbare deliberatamente e in modo eccessivo la vita quotidiana. La polizia ha mostrato un'iniziale tolleranza (da 30 a 40 minuti) prima di intervenire, consentendo ai manifestanti di esercitare i propri diritti. Infine, la pena inflitta (pena pecuniaria sospesa condizionalmente) è considerata moderata e non costituisce una violazione sproporzionata.
Le richieste di risarcimento per detenzione e perquisizione personale presumibilmente illecite sono parimenti respinte, poiché il Tribunale federale ritiene che le misure adottate fossero conformi alla legge.
Esito
Il Tribunale federale respinge il ricorso della manifestante. Conferma la condanna per impedimento di atti dell'autorità (art. 239 CP) e per coazione (art. 181 CP) a una pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere sospese condizionalmente.
Newsletter Silex pubblicata in collaborazione con Justine Arnal e Camille Perrier Depeursinge
