
TPF, 07.04.2026, RR.2026.11, RP.2026.5
Fatti
La Slovacchia ha richiesto alla Svizzera l'estradizione di un suo cittadino, A., affinché sconti un residuo di pena di poco più di 16 mesi per violazione di domicilio e uso non autorizzato di un veicolo, in virtù di una sentenza del Tribunale distrettuale di Nové Zámky del 6 luglio 2023. A seguito di tale richiesta, l'Ufficio federale di giustizia (UFG) ha ordinato la detenzione del ricorrente ai fini dell'estradizione. Durante l'audizione, A. si è opposto alla procedura di estradizione semplificata.
Il 15 dicembre 2025, l'UFG ha autorizzato l'estradizione verso la Slovacchia. A. ha presentato ricorso contro tale decisione dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale. Il ricorrente sostiene che i suoi diritti fondamentali di difesa siano stati violati durante il procedimento slovacco, argomentando di non essere stato citato a comparire all'udienza che ha portato alla sua condanna, che il suo difensore d'ufficio sia stato revocato a sua insaputa poco prima dell'udienza e che la sentenza non gli sia mai stata notificata, impedendogli così di esercitare un mezzo di ricorso ordinario.
Diritto
I rapporti di estradizione tra la Svizzera e la Slovacchia sono disciplinati dalla Convenzione europea di estradizione (CEE) e dai suoi protocolli, integrati dagli accordi di Schengen e, in via sussidiaria, dalla Legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale (AIMP). La Svizzera non concede l'estradizione se il procedimento all'estero viola i principi fondamentali della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) o del Patto ONU II, in particolare i diritti minimi di difesa garantiti dall'art. 6 CEDU.
La persona perseguita deve rendere verosimile l'esistenza di un rischio serio e oggettivo di grave violazione dei propri diritti. Per le sentenze già passate in giudicato, i requisiti probatori sono più elevati.
Un principio fondamentale è il diritto dell'accusato di essere giudicato in sua presenza. Una condanna in contumacia (in absentia) costituisce un ostacolo all'estradizione se i diritti minimi di difesa non sono stati rispettati. Secondo l'art. 3 del secondo protocollo addizionale alla CEE e l'art. 37 cpv. 2 AIMP, l'estradizione può tuttavia essere concessa se lo Stato richiedente fornisce una garanzia ritenuta sufficiente che assicuri alla persona condannata il diritto a un nuovo procedimento giudiziario che rispetti pienamente i diritti della difesa. Tale garanzia non è necessaria se l'accusato era validamente rappresentato da un avvocato durante l'udienza o se ha potuto beneficiare di un ricorso con pieno potere di esame in fatto e in diritto.
Le autorità svizzere di assistenza si basano sul principio di fiducia e non esaminano la validità degli atti procedurali esteri, salvo in caso di violazione manifesta e grave del diritto, tale da rendere la richiesta abusiva.
Applicazione al caso concreto
La Corte dei reclami penali analizza le circostanze della sentenza pronunciata in contumacia in Slovacchia. Dagli atti emerge che il ricorrente era stato effettivamente citato a comparire per l'udienza del 6 luglio 2023 mentre si trovava in detenzione per un'altra causa. Tuttavia, è stato scarcerato il 27 giugno 2023 e, il 3 luglio 2023, il tribunale slovacco ha revocato la nomina del suo difensore d'ufficio, ritenendo che le condizioni per la difesa obbligatoria non fossero più soddisfatte. Il ricorrente non è comparso all'udienza del 6 luglio 2023 e non vi era rappresentato da alcun avvocato.
Il Tribunale rileva che l'ipotesi dell'UFG, secondo cui la revoca della difesa obbligatoria riguardava un altro procedimento, non è supportata dagli atti del fascicolo. Al contrario, si deve ritenere che né il ricorrente né un difensore abbiano partecipato all'udienza cruciale del 6 luglio 2023. L'assenza del ricorrente non può essere interpretata come una rinuncia al suo diritto di essere difeso. Inoltre, il suo successivo appello è stato dichiarato irricevibile in quanto tardivo, il che lo ha privato di un esame del caso da parte di un'istanza di ricorso.
In tali circostanze, i diritti minimi della difesa del ricorrente non sono stati tutelati durante il procedimento di condanna. La Corte conclude che l'estradizione non può essere autorizzata senza condizioni.
Esito
La Corte dei reclami accoglie parzialmente il ricorso. Autorizza l'estradizione di A. verso la Slovacchia, ma la subordina a una condizione essenziale: la Slovacchia deve fornire alla Svizzera una garanzia ritenuta sufficiente che assicuri al ricorrente il diritto a un nuovo procedimento giudiziario in cui i suoi diritti di difesa siano pienamente tutelati. L'UFG è incaricato di ottenere tale garanzia dalle autorità slovacche prima di procedere all'estradizione.
Il ricorso è respinto per il resto. La domanda di gratuito patrocinio del ricorrente è accolta nella misura in cui non è divenuta priva di oggetto e un'indennità per ripetibili è riconosciuta al suo legale.
Newsletter Silex pubblicata in collaborazione con Elisabetta Tizzoni
