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Estradizione verso la Francia - Eccezione di reato politico, condizioni di detenzione e validità del mandato d’arresto

15 December 2025

Globe terrestre sur une table avec un fauteuil en cuir flou en arrière-plan dans une pièce élégante.

TPF, 31.10.2025, RR.2025.86 + RR.2025.111

Fatti

A., cittadino francese e camerunense, è stato condannato in Francia a una pena di 18 mesi di reclusione per aver gestito illegalmente un'attività commerciale e impiegato lavoratori senza dichiararli né retribuirli. Oggetto di una segnalazione nel Sistema d'informazione Schengen (SIS), viene arrestato in Svizzera il 25 marzo 2025. Si oppone alla sua estradizione.

Il 1° aprile 2025, la Francia richiede formalmente la sua estradizione. Il 17 giugno 2025, l'Ufficio federale di giustizia (UFG) concede l'estradizione, ma trasmette il fascicolo alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale (TPF) affinché si pronunci sull'eccezione di reato politico sollevata da A.

A. ricorre contro la decisione dell'UFG dinanzi al TPF, invocando principalmente l'eccezione di reato politico, la perenzione del mandato d'arresto, la violazione dei suoi diritti fondamentali a causa delle condizioni di detenzione in Francia e una violazione del suo diritto di essere sentito. Chiede la sua immediata scarcerazione.


Diritto

L’estradizione tra la Svizzera e la Francia è disciplinata dalla Convenzione europea di estradizione (CEE) e, sussidiariamente, dalla Legge federale sull’assistenza internazionale in materia penale (AIMP). Secondo l’art. 3 cpv. 1 CEE, l’estradizione è esclusa quando il reato per il quale è richiesta è considerato dalla Parte richiesta come un reato politico o come un fatto connesso a tale reato. È altresì esclusa quando, sebbene fondata su un reato di diritto comune, la domanda appare motivata da considerazioni politiche o comporta un rischio di aggravamento della situazione dell'interessato per tali ragioni.

L’art. 3 CEDU proibisce la tortura nonché le pene o i trattamenti inumani o degradanti. L'estradizione deve essere rifiutata quando sussistono fondati motivi per ritenere che la persona richiesta correrebbe, nello Stato richiedente, un rischio reale di subire tali trattamenti. Trattandosi di uno Stato democratico, il rispetto dei diritti fondamentali vi è in linea di principio presunto; spetta pertanto alla persona interessata rendere verosimile l'esistenza di un pericolo concreto e personale.

L’art. 29 cpv. 2 Cost.garantisce a ogni parte il diritto di essere sentita. Secondo la giurisprudenza, tale diritto comprende in particolare la facoltà di esprimersi prima che venga presa una decisione nei suoi confronti, di consultare gli atti e di ottenere una decisione sufficientemente motivata.


Applicazione al caso concreto

La Corte dei reclami penali riunisce le due cause (ricorso contro l'estradizione ed eccezione di reato politico).

  1. Diritto di essere sentito : La Corte respinge il motivo di ricorso. Ritiene che l'UFG abbia sufficientemente motivato la propria decisione rispondendo agli argomenti decisivi. Un'eventuale violazione sarebbe stata comunque sanata dalla procedura di ricorso dinanzi al TPF, che esamina la causa con pieno potere di cognizione.
  2. Eccezione di reato politico : Il ricorrente sostiene che il procedimento francese sia una macchinazione politica orchestrata da due personalità politiche contro le quali ha sporto denuncia. La Corte respinge tale argomento, ritenendo che le accuse non siano supportate da alcun elemento concreto. I reati contestati sono reati di diritto comune privi di qualsiasi carattere politico. Il semplice fatto di aver sporto denuncia contro personalità politiche non è sufficiente a stabilire un contesto politico.
  3. Validità del mandato d'arresto : Il ricorrente sostiene che l'appello presentato in Francia contro la sua condanna renda il mandato d'arresto nullo. La Corte respinge tale doglianza. Ai sensi del diritto di procedura penale francese (art. 465 CPP/F), il mandato d'arresto rimane esecutivo nonostante l'esercizio di un mezzo di ricorso, salvo diversa decisione che nel caso di specie non è stata emessa.
  4. Condizioni di detenzione (art. 3 CEDU) : Il ricorrente invoca il sovraffollamento carcerario e i problemi di accesso alle cure nelle prigioni francesi. La Corte riconosce che la Francia è stata condannata dalla CEDU per tali motivi, ma rileva che sono state adottate misure (Codice penitenziario, ricorso effettivo). Essendo la Francia uno Stato democratico, il ricorrente deve dimostrare un rischio concreto e serio per la propria persona. Tuttavia, non vi riesce. Le sue esperienze passate dimostrano che ha ricevuto le cure necessarie e nulla indica che non sarà così in futuro.
  5. Istanza di scarcerazione : Essendo tale richiesta accessoria all'esito del ricorso, e confermata l'estradizione, essa viene respinta.


Esito

Il Tribunale penale federale respinge l'eccezione di reato politico, respinge il ricorso contro la decisione di estradizione dell'UFG e respinge l'istanza accessoria di scarcerazione. Le spese processuali sono a carico del ricorrente.


Newsletter Silex pubblicata in collaborazione con Elisabetta Tizzoni