
TPF, 26.02.2026, RR.2025.171
Fatti
Nell'ambito di una vasta inchiesta penale, la Procura di Bois-le-Duc (Paesi Bassi) ha richiesto assistenza giudiziaria alla Svizzera. L'indagine coinvolge diverse persone, tra cui la ricorrente A., per violazione della legge olandese sui giochi d'azzardo, riciclaggio di denaro e partecipazione a un'organizzazione criminale.
Tra il 2007 e il 2014, un gruppo di persone è sospettato di aver gestito giochi d'azzardo online sul mercato olandese senza licenza, tramite società con sede a Malta e a Curaçao. Tale attività avrebbe generato proventi illeciti stimati in circa 251 milioni di euro. I profitti, al netto delle spese, venivano distribuiti agli azionisti e alle loro strutture personali.
La ricorrente A. è sospettata di aver partecipato a questo schema in qualità di beneficiaria economica di una fondazione a Curaçao (Fondazione AA.), la quale deteneva quote in una società (L. NV) che forniva servizi agli operatori di gioco. In tal modo, avrebbe percepito guadagni illeciti stimati dalle autorità olandesi in 3.210.611 euro.
A seguito di una richiesta di assistenza giudiziaria del 13 maggio 2025, il Ministero pubblico del Cantone di Vaud (MP-VD) ha proceduto ad accertamenti bancari e ha ordinato il sequestro dei beni della ricorrente in Svizzera, per un importo complessivo di 3.661.732,61 euro. Il 3 ottobre 2025, il MP-VD ha emesso un decreto di chiusura, autorizzando la trasmissione della documentazione bancaria ai Paesi Bassi. La ricorrente ha presentato ricorso contro tale decisione dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, chiedendo l'annullamento della decisione e il dissequestro dei beni.
Diritto
La Corte dei reclami penali richiama i principi che disciplinano l'assistenza giudiziaria internazionale tra la Svizzera e i Paesi Bassi, basati principalmente sulla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale (CEAG) e, in via sussidiaria, sulla Legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale (AIMP).
- Diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.): Tale diritto include la consultazione degli atti (art. 80b AIMP). In materia di assistenza giudiziaria, tale diritto si estende agli atti essenziali e decisivi per la decisione, principalmente la richiesta di assistenza stessa. L'accesso può essere limitato alle parti riguardanti direttamente la persona interessata, e la consultazione di atti superflui o non pertinenti può essere negata.
- Requisiti formali della richiesta (art. 14 CEAG, art. 28 AIMP): Una richiesta di assistenza deve contenere un'esposizione sommaria dei fatti sufficiente a consentire all'autorità richiesta di verificare le condizioni per l'assistenza, in particolare la doppia incriminazione e la proporzionalità. L'autorità richiedente non è tenuta a provare la commissione del reato; è sufficiente un sospetto oggettivamente fondato, specialmente in materia di riciclaggio, dove strutture societarie complesse e transazioni ingenti costituiscono indizi rilevanti.
- Principio della buona fede: I rapporti di assistenza giudiziaria sono retti dal principio della fiducia reciproca. Lo Stato richiesto si affida in linea di principio alle dichiarazioni dello Stato richiedente. Spetta alla parte che allega una violazione della buona fede dimostrarla chiaramente. Una presunzione di rispetto dei diritti fondamentali si applica agli Stati parte della CEDU, come i Paesi Bassi.
- Doppia incriminazione (art. 64 AIMP, art. 5 CEG) : Per concedere l'assistenza giudiziaria che comporti misure coercitive, i fatti descritti nella richiesta devono, prima facie, corrispondere agli elementi costitutivi oggettivi di un reato punibile secondo il diritto svizzero. L'esame è astratto: non si tratta di stabilire se in Svizzera verrebbe pronunciata una condanna, bensì se i fatti siano teoricamente punibili. La qualificazione giuridica non deve necessariamente essere identica nei due Stati.
- Principio di proporzionalità (art. 36 Cost.) : Una misura di sequestro deve essere idonea, necessaria e ragionevole rispetto allo scopo perseguito. Nell'ambito dell'assistenza giudiziaria, l'interesse privato del titolare dei beni viene bilanciato con l'interesse pubblico dello Stato richiedente a ottenere prove e confiscare valori, nonché con l'obbligo della Svizzera di rispettare i propri impegni internazionali.
Applicazione al caso concreto
La Corte dei reclami penali respinge tutti i motivi di ricorso della ricorrente:
- Violazione del diritto di essere sentiti: La Corte ritiene che la ricorrente abbia avuto accesso a tutti gli atti essenziali che la riguardano, in particolare alla richiesta di assistenza giudiziaria del 2025 e ai documenti bancari sequestrati. Sebbene tale richiesta faccia riferimento a rogatorie precedenti del 2021, il loro contenuto rilevante era sufficientemente riassunto nelle decisioni che le sono state notificate. Il suo diritto di essere sentita non è pertanto stato violato.
- Requisiti formali della richiesta: La richiesta olandese descrive in modo sufficiente lo schema delittuoso (giochi d'azzardo illegali), il coinvolgimento della ricorrente (beneficiaria di guadagni tramite una fondazione) e gli importi in gioco. L'utilizzo di numerose società in diversi paesi e l'entità delle somme costituiscono indizi sufficienti di riciclaggio di denaro per giustificare l'assistenza giudiziaria.
- Violazione del principio della buona fede: La ricorrente non fornisce alcuna prova concreta di una violazione dei propri diritti procedurali nei Paesi Bassi o di un abuso di diritto da parte delle autorità richiedenti. Le sue argomentazioni su una presunta "tolleranza" dell'attività da parte delle autorità olandesi attengono al merito della causa, che sarà discusso davanti al giudice olandese, e non sono sufficienti a ribaltare la presunzione di affidamento.
- Assenza di doppia incriminazione: La Corte conferma che i fatti descritti sono punibili secondo il diritto svizzero. L'esercizio di giochi da casinò online senza concessione è punito dalla legge federale sui giochi in denaro (art. 130 LGD). Il Tribunale federale ha già precisato in un filone connesso di questa vicenda che il semplice fatto di rendere accessibile in Svizzera un gioco illecito ricade sotto la legge, anche se l'operatore si trova all'estero. Inoltre, i fatti potrebbero essere qualificati anche come riciclaggio di denaro (art. 305bis CP). Poiché l'esame si limita alla punibilità astratta, le argomentazioni della ricorrente sulle condizioni concrete di perseguibilità in Svizzera sono ritenute irrilevanti.
- Violazione del principio di proporzionalità: L'importo sequestrato in Svizzera (circa 3,66 milioni di euro) è ritenuto proporzionato rispetto al provento illecito stimato che la ricorrente avrebbe percepito (circa 3,21 milioni di euro), tanto più che tale stima può evolvere. La misura è necessaria per garantire un'eventuale confisca o un credito compensativo da parte dello Stato richiedente. La durata del sequestro, ordinato nel giugno 2025, non è considerata eccessiva. L'esistenza di altri sequestri in Belgio non rende la misura svizzera sproporzionata in questa fase del procedimento.
Esito
Il ricorso è respinto. La decisione del Ministero pubblico vodese di concedere l'assistenza giudiziaria ai Paesi Bassi, inclusa la trasmissione di documenti bancari e il mantenimento del sequestro sui beni della ricorrente, è confermata. Le spese processuali, fissate a 5'000 CHF, sono poste a carico della ricorrente.
Newsletter Silex pubblicata in collaborazione con Elisabetta Tizzoni
