
TPF, 24.02.2026, RR.2025.151-153
Fatti
Nel 2021, la Procura di Bois-le-Duc (Paesi Bassi) ha richiesto assistenza giudiziaria alla Svizzera nell'ambito di un'indagine penale che vede coinvolto, tra gli altri, A. per violazione della legge sui giochi d'azzardo, riciclaggio di denaro e partecipazione a un'organizzazione criminale. Gli imputati sono sospettati di aver offerto, tra il 2007 e il 2014, giochi d'azzardo online sul mercato olandese senza autorizzazione tramite società con sede a Malta e a Curaçao, generando proventi illeciti superiori a 250 milioni di euro. Una parte di tali attività sarebbe stata venduta nel 2014, con A. che avrebbe beneficiato, direttamente o tramite la sua società C. N.V., di un guadagno illecito stimato in oltre 37 milioni di euro.
Il Ministero pubblico del Cantone di Vaud (MP-VD) ha dato seguito alla richiesta, ritenendo che i fatti costituissero prima facie una violazione della legge federale sui giochi in denaro (LGD) e riciclaggio di denaro (art. 305bis CP). Sono stati disposti sequestri su beni immobili, veicoli, un'imbarcazione e averi bancari appartenenti ad A., alla sua compagna B. e alla società C. N.V., per un importo complessivo di 21 milioni di euro. Una prima decisione di chiusura parziale che ammetteva l'assistenza è stata confermata dalla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale (TPF) nel gennaio 2022, e successivamente dal Tribunale federale (TF) nel febbraio 2022.
Il 19 settembre 2025, i ricorrenti hanno chiesto al MP-VD di riesaminare la propria decisione di dare seguito alla richiesta e di revocare i sequestri. Si basavano su una corrispondenza della Commissione federale delle case da gioco (CFCG) del settembre 2025, la quale indicava che la CFCG non aveva mai perseguito penalmente operatori di giochi online con sede all'estero privi di altri collegamenti con la Svizzera. Il 3 ottobre 2025, il MP-VD ha respinto tale istanza di riesame, portando i ricorrenti a rivolgersi alla Corte dei reclami penali del TPF. (Fatti)
Diritto
La Corte richiama i principi giuridici applicabili alle doglianze dei ricorrenti. In primo luogo, il diritto di essere sentiti (art. 29 cpv. 2 Cost.) impone all'autorità di motivare la propria decisione, esponendo, anche brevemente, le ragioni che l'hanno guidata, affinché il destinatario possa impugnarla con cognizione di causa. L'autorità non è tenuta a discutere ogni singolo argomento, ma deve pronunciarsi sui punti decisivi. Si configura un diniego di giustizia formale se l'autorità omette di statuire su doglianze pertinenti. Un'eventuale violazione del diritto di essere sentiti da parte dell'autorità inferiore può essere sanata dall'istanza di ricorso se quest'ultima dispone di un pieno potere d'esame e se la violazione non è particolarmente grave. (consid. 2.2.1, 2.2.2)
In secondo luogo, l'accertamento dei fatti può essere censurato solo se è stato effettuato in modo manifestamente inesatto e se la correzione di tale vizio è suscettibile di influire sull'esito della causa (art. 49 lett. b PA). Un accertamento è inesatto se l'autorità ha omesso una prova pertinente, ha valutato erroneamente un mezzo di prova o si è basata su fatti contraddetti dagli atti. (consid. 3.1)
In terzo luogo, un'autorità amministrativa ha l'obbligo di entrare nel merito di un'istanza di riesame di una decisione passata in giudicato quando le circostanze sono mutate in modo rilevante o se il richiedente invoca fatti o mezzi di prova nuovi ed essenziali ("vrais nova") che non poteva far valere in precedenza. Il riesame rimane una misura eccezionale volta a evitare di rimettere costantemente in discussione decisioni esecutive. (consid. 4.2.1)
In quarto luogo, in materia di assistenza giudiziaria, l'esame della doppia punibilità (art. 64 AIMP) avviene in modo astratto (in abstracto). L'autorità svizzera verifica unicamente se i fatti descritti nella domanda di assistenza sarebbero punibili in Svizzera se vi fossero stati commessi, senza pronunciarsi sulla propria competenza a giudicare il caso o sulla punibilità concreta. (consid. 4.3.2)
Infine, il principio di uguaglianza di trattamento (art. 8 Cost.) è violato quando una norma tratta in modo identico situazioni dissimili o in modo differente situazioni simili, senza una giustificazione ragionevole. (consid. 5.1)
Applicazione al caso concreto
La Corte respinge tutti i motivi di ricorso. In merito alla violazione del diritto di essere sentiti, ritiene che il MP-VD abbia motivato a sufficienza la propria decisione, spiegando perché i nuovi argomenti non fossero tali da rimettere in discussione la giurisprudenza del TF sull'applicazione dell'art. 130 LGD. Il fatto che i ricorrenti abbiano potuto contestare tale motivazione dimostra che l'hanno compresa. Il MP-VD non ha nemmeno commesso un diniego di giustizia omettendo di chiedere all'UFG di pronunciarsi sulla prassi della CFMJ, poiché tale elemento non è stato ritenuto pertinente. (consid. 2.3.1, 2.3.2, 2.4.2)
Anche il motivo relativo all'accertamento manifestamente inesatto dei fatti viene respinto. I ricorrenti rimproverano al MP-VD di aver qualificato la prassi della CFMJ come «eventuale» e «restrittiva». La Corte ritiene che la risposta della CFMJ, limitata alle domande poste dai ricorrenti, non permetta di stabilire una prassi generale e assoluta. Soprattutto, la prassi della CFMJ nel diritto penale amministrativo interno non è un fatto decisivo per l'esame della doppia incriminazione in materia di assistenza giudiziaria internazionale, che segue regole proprie. (consid. 3.1.2, 3.2)
Nel merito, la Corte ritiene che le condizioni per una riconsiderazione non siano soddisfatte. Le informazioni sulla prassi della CFMJ non costituiscono dei "veri nova", poiché tale prassi risale al 2015 e avrebbe potuto essere invocata nei ricorsi precedenti. In ogni caso, tale argomento non modifica l'analisi della doppia incriminazione. La Corte ricorda che, secondo la giurisprudenza del TF in questo stesso caso, l'art. 130 LGD si applica all'esercente di una piattaforma di giochi illeciti accessibile in Svizzera, anche se tale esercente si trova all'estero. Essendo l'esame della doppia incriminazione astratto, la prassi di perseguimento concreta della CFMJ nel diritto interno è irrilevante. Inoltre, esiste un legame di collegamento con la Svizzera (domicilio, averi) e i fatti potrebbero comunque essere punibili a titolo di riciclaggio di denaro (art. 305bis CP). (consid. 4.2.2, 4.3.1, 4.3.2, 4.4)
Infine, la Corte respinge il motivo di violazione dell'uguaglianza di trattamento. I ricorrenti confrontano erroneamente due situazioni dissimili: da un lato, un procedimento penale interno in Svizzera per infrazione alla LGD, che rientra nel diritto penale amministrativo e nella competenza della CFMJ; dall'altro, una procedura di assistenza giudiziaria internazionale, disciplinata dalla AIMP e di competenza delle autorità di esecuzione dell'assistenza. Essendo questi due quadri giuridici e istituzionali differenti, è logico che portino a trattamenti distinti. (consid. 5.2, 5.3)
Esito
Il ricorso è respinto. La Corte conferma la decisione del MP-VD di non riconsiderare il proprio non luogo a procedere. Di conseguenza, le misure di sequestro sui beni e sugli averi dei ricorrenti sono mantenute. Le spese processuali, fissate a CHF 9'000, sono poste a carico solidale dei ricorrenti. (Dispositivo 1, 2, 4)
Newsletter Silex pubblicata in collaborazione con Elisabetta Tizzoni
