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Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale: condizioni di ricevibilità, competenza dello Stato richiedente e principio di proporzionalità

16 February 2026

Globe terrestre sur une table avec un fauteuil en cuir flou en arrière-plan dans une pièce élégante.

TPF, 12.12.2025, RR.2025.141

Fatti

Le autorità giudiziarie francesi hanno trasmesso alla Svizzera una richiesta di assistenza giudiziaria nell'ambito di un procedimento penale per riciclaggio di denaro aggravato. L'indagine coinvolge diverse persone fisiche e giuridiche, tra cui la società A. SA. Le autorità francesi sospettano che fondi provenienti da corruzione di pubblici ufficiali stranieri e da abuso di fiducia siano transitati su un conto bancario svizzero detenuto da A. SA. Tali fondi sarebbero stati successivamente utilizzati per l'acquisto di beni immobili in Francia.

Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC), incaricato dell'esecuzione della richiesta, ha ordinato alla banca F. di produrre la documentazione relativa al conto di A. SA a partire dal 1° gennaio 2012. Con decisione di chiusura del 25 agosto 2025, il MPC ha autorizzato la trasmissione di tali documenti alla Francia.

A. SA ha presentato ricorso contro tale decisione dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, chiedendo in via principale l'irricevibilità della richiesta di assistenza e, in via subordinata, una limitazione dei documenti da trasmettere.


Diritto

La Corte richiama il quadro giuridico che disciplina l'assistenza giudiziaria tra la Svizzera e la Francia, in particolare la Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale (CEAG) e la legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale (AIMP).

Una richiesta di assistenza deve contenere un'esposizione dei fatti sufficiente a consentire allo Stato richiesto di verificare che le condizioni per l'assistenza siano soddisfatte e che non si tratti di una ricerca indiscriminata di prove (fishing expedition). L'autorità richiesta si basa sull'esposizione dei fatti fornita dallo Stato richiedente, salvo in caso di errori o contraddizioni manifeste.

La competenza dello Stato richiedente è una condizione per l'assistenza. Tuttavia, tale competenza è presunta e può essere contestata solo se manifestamente inesistente o fondata in modo arbitrario.

Il principio di proporzionalità richiede un legame tra le informazioni richieste e il procedimento all'estero. La valutazione dell'utilità delle prove spetta in linea di principio all'autorità richiedente. Secondo la giurisprudenza sull'utilità potenziale, la trasmissione di documenti può essere rifiutata solo se essi sono manifestamente irrilevanti per l'indagine. Nei casi di criminalità finanziaria, la trasmissione dell'intera documentazione bancaria è generalmente ammessa per consentire la ricostruzione dei flussi finanziari.


Applicazione al caso concreto

La Corte esamina e respinge i tre motivi di ricorso sollevati dalla ricorrente, A. SA.

  1. Vizio di forma della richiesta: La Corte ritiene che la richiesta di assistenza sia sufficientemente motivata. Essa descrive diverse operazioni sospette (acquisti immobiliari, trasferimenti di fondi) che coinvolgono la ricorrente, il che permette di comprendere l'oggetto dell'indagine e il ruolo ad essa attribuito. Le condizioni formali sono pertanto soddisfatte.
  2. Incompetenza delle autorità francesi: La ricorrente sosteneva che le autorità francesi fossero incompetenti, poiché essa non possedeva beni né svolgeva attività in Francia. La Corte respinge tale argomento. Poiché l'indagine riguarda l'acquisizione di beni immobili situati in Francia con fondi di origine potenzialmente criminale, la competenza delle autorità francesi è fondata in virtù del principio di territorialità e non appare affatto arbitraria.
  3. Violazione della proporzionalità (fishing expedition): La Corte giudica che il principio dell'utilità potenziale giustifichi la trasmissione dell'intera documentazione. Essendo la società ricorrente e il suo titolare economico essi stessi oggetto dell'indagine francese, è necessario che gli inquirenti possano ricostruire l'integralità dei loro movimenti finanziari. Data la natura dei reati (riciclaggio, corruzione), la trasmissione completa degli atti è proporzionata e indispensabile per tracciare i flussi finanziari e identificare tutte le persone coinvolte. Non si tratta dunque di una ricerca indiscriminata di prove.


Esito

Il Tribunale penale federale respinge il ricorso. La decisione del MPC di concedere l'assistenza e di trasmettere la documentazione bancaria alle autorità francesi è confermata. Le spese giudiziarie, fissate a CHF 5'000.-, sono poste a carico della ricorrente.



Newsletter Silex pubblicata in collaborazione con Elisabetta Tizzoni