
TPF, 17.12.2025, RH.2025.26, RP.2025.84
Fatti
La Spagna ha emesso una segnalazione nel SIS nei confronti di A. ai fini dell'esecuzione di una pena di 8 anni e 6 mesi di reclusione per abuso sessuale con penetrazione. A. è stato arrestato in Svizzera il 20 novembre 2025. Durante l'interrogatorio, si è opposto all'estradizione semplificata. Il 21 novembre 2025, l'UFG ha emesso un mandato di arresto ai fini dell'estradizione.
Tramite il suo avvocato, A. ha presentato ricorso contro tale mandato di arresto dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale. Ha chiesto in via principale la sua immediata scarcerazione e, in via subordinata, la sua messa in libertà subordinata a misure sostitutive (presentazione quotidiana alla polizia, deposito del passaporto, sorveglianza elettronica). Ha inoltre richiesto il gratuito patrocinio.
Diritto
La detenzione ai fini dell'estradizione è la regola, mentre la messa in libertà costituisce l'eccezione (art. 47 e segg. AIMP). La giurisprudenza è molto restrittiva e sottopone la scarcerazione a requisiti più rigorosi rispetto alla detenzione preventiva nel procedimento nazionale. La messa in libertà può essere presa in considerazione solo in casi eccezionali, in particolare se l'estradizione è manifestamente inammissibile o se il rischio di fuga è inesistente.
Nell'ambito di un ricorso contro un mandato di arresto estradizionale, la Corte dei reclami penali esamina unicamente la legalità della detenzione e non la fondatezza della domanda di estradizione. Le censure relative al merito della domanda (ad es. violazione dei diritti fondamentali nello Stato richiedente) devono essere sollevate nel procedimento di estradizione principale.
Le misure sostitutive alla detenzione sono valutate in modo molto restrittivo. Esse vengono ordinate solo se consentono di contrastare efficacemente il rischio di fuga, il che raramente avviene in assenza di legami stretti e duraturi con la Svizzera e di garanzie finanziarie sufficienti.
La concessione del gratuito patrocinio (art. 65 PA) è subordinata a due condizioni cumulative: l'indigenza del richiedente e conclusioni che non appaiano sin dall'inizio prive di fondamento.
Applicazione al caso concreto
La Corte ha respinto tutti gli argomenti del ricorrente. In primo luogo, le censure riguardanti presunte inesattezze nel mandato d'arresto europeo e il rischio di lesioni alla sua integrità fisica in Spagna attengono alla procedura di estradizione nel merito e non possono giustificare una scarcerazione in questa fase. L'estradizione non è ritenuta "manifestamente inammissibile".
In secondo luogo, la Corte ha ritenuto che il rischio di fuga fosse elevato. La lunga pena da scontare, i legami recenti e precari del ricorrente in Svizzera (arrivato nel 2021, situazione finanziaria difficile) e i suoi legami familiari in Spagna costituiscono un forte incentivo a sottrarsi all'estradizione.
In terzo luogo, l'argomento secondo cui la Spagna non avrebbe fornito "ragioni particolari" per la proroga del termine di deposito della domanda formale è stato respinto. La CEEstr, che prevale sul diritto svizzero (AIMP), non richiede tali motivi per una proroga fino a 40 giorni.
In quarto luogo, le misure sostitutive proposte sono state giudicate insufficienti per mitigare l'elevato rischio di fuga, tanto più che non è stata offerta alcuna cauzione finanziaria.
Infine, la richiesta di gratuito patrocinio è stata respinta. Sebbene l'indigenza del ricorrente sembri accertata, le sue conclusioni erano prive di probabilità di successo alla luce della giurisprudenza costante e restrittiva in materia di detenzione estradizionale.
Questione
Il Tribunale penale federale ha respinto il ricorso. Anche la domanda di scarcerazione e quella di assistenza giudiziaria sono state respinte. Le spese processuali, ridotte a 200 CHF in considerazione della situazione finanziaria del ricorrente, sono state poste a suo carico.
Newsletter Silex pubblicata in collaborazione con Elisabetta Tizzoni
