
TF, 25.02.2026, 6B_899/2025
Fatti
In un contesto di separazione conflittuale, l'affidamento esclusivo dei due figli della coppia, I.________ (nato nel 2011) e J.________ (nato nel 2014), è stato concesso alla madre, G., con ordinanza di misure superprovvisionali del 13 ottobre 2023. Tale decisione è stata motivata dal senso di insicurezza espresso dai figli in presenza del padre, A., a causa del suo comportamento collerico e impulsivo. Al padre è stato concesso un diritto di visita a weekend alterni.
Durante il primo esercizio di tale diritto, dal 20 al 22 ottobre 2023, A.________, in disaccordo con la decisione giudiziaria, non ha riportato i figli dalla madre. Ha deciso di portarli in Spagna, suo paese d'origine, senza il consenso della madre, anch'ella titolare della responsabilità genitoriale.
Per farlo, ha messo in atto un piano elaborato: ha mentito alla polizia, che lo aveva localizzato una prima volta grazie ai localizzatori AirTag inseriti dalla madre nelle borse dei bambini, promettendo di riportarli il giorno seguente. Ha inviato messaggi ingannevoli alla sua ex compagna per guadagnare tempo, impedendo al contempo ai figli di contattarla rimuovendo le schede SIM dai loro dispositivi. Informato di una nuova decisione giudiziaria che gli ordinava la restituzione immediata dei minori, si è rifiutato di ottemperare. Ha preparato la fuga cambiando le targhe del proprio veicolo, munendosi di diverse carte di credito e denaro contante, e percorrendo strade secondarie.
La sua fuga è terminata il 25 ottobre 2023, poco prima del confine spagnolo, dopo un inseguimento di 20 km con la gendarmeria francese, che è riuscita a intercettare il suo veicolo.
Condannato in primo grado per sottrazione di minore a una pena detentiva di 20 mesi con sospensione condizionale e a una multa di 1'000 franchi, A.________ ha visto il suo appello respinto dalla Corte d'appello penale vodese. Ha quindi presentato ricorso in materia penale al Tribunale federale.
Diritto
Il Tribunale federale esamina diversi motivi di ricorso sollevati dal ricorrente:
- Arbitrio nell'accertamento dei fatti (art. 9 Cost.): Il Tribunale federale ricorda che interviene solo se i fatti sono stati accertati in modo manifestamente insostenibile. Le critiche di natura appellatoria, in cui il ricorrente si limita a contrapporre la propria versione dei fatti a quella dell'istanza precedente senza dimostrare l'arbitrio, sono inammissibili.
- Stato di necessità (art. 17 e 18 CP) e stato di necessità putativo (art. 13 CP) :
- Lo stato di necessità lecito (art. 17 CP) giustifica un atto punibile se commesso per preservare un bene giuridico da un pericolo imminente e altrimenti inevitabile, a condizione che l'interesse salvaguardato sia prevalente.
- Lo stato di necessità scusabile (art. 18 CP) può escludere o attenuare la colpevolezza se, di fronte a tale pericolo, non si poteva ragionevolmente esigere dall'autore il sacrificio del bene minacciato.
- Per entrambi i casi, le condizioni di pericolo imminente (attuale e concreto) e di sussidiarietà assoluta (l'atto delittuoso deve essere l'unico mezzo per scongiurare il pericolo) sono cumulative.
- Lo stato di necessità putativo (art. 13 CP) si applica se l'autore crede erroneamente di trovarsi in una situazione di pericolo. In tal caso, viene giudicato in base alla sua errata valutazione dei fatti.
- Rinuncia a infliggere una pena (art. 54 CP) : L'autorità può rinunciare a una pena se l'autore è stato colpito dalle conseguenze del suo atto in modo così diretto e grave che un'ulteriore sanzione risulterebbe inappropriata. Questa disposizione, volta a evitare una pena sproporzionata, si applica con estrema cautela per i reati intenzionali e richiede una ponderazione degli interessi tra la gravità della colpa e le conseguenze subite dall'autore.
- Determinazione della pena (art. 47 CP) : La pena è determinata in base alla colpevolezza dell'autore. Il giudice tiene conto degli elementi legati all'atto (Tatkomponente: gravità della lesione, carattere riprovevole, motivazioni) e alla situazione dell'autore (Täterkomponente: precedenti, situazione personale, effetto della pena sul suo futuro). Il Tribunale federale riesamina la pena fissata solo in caso di abuso dell'ampio potere di apprezzamento dell'autorità cantonale.
Applicazione al caso concreto
Il Tribunale federale respinge tutti gli argomenti del ricorrente:
- Sull'arbitrio: Le critiche del ricorrente sono giudicate puramente appellatorie. Egli si limita a contestare i fatti accertati (ad es. il suo impegno con la polizia) senza dimostrare in che modo la valutazione delle prove da parte della corte cantonale sarebbe insostenibile.
- Sullo stato di necessità: Il ricorrente sosteneva di aver agito per proteggere i propri figli, che credeva in pericolo di essere lasciati soli dalla madre. Il Tribunale federale conferma l'analisi cantonale:
- Il pericolo non era né accertato né imminente. La madre aveva già intrapreso le misure necessarie per garantirne la custodia.
- La condizione di sussidiarietà non era manifestamente soddisfatta. Il ricorrente disponeva di molteplici mezzi leciti per assicurarsi della sicurezza dei propri figli (contattare la madre, la polizia, i servizi di protezione della gioventù) invece di commettere un reato grave. Il sequestro non era in alcun modo l'unico mezzo per scongiurare il presunto pericolo. Lo stato di necessità, reale o putativo, è pertanto escluso.
- Sulla rinuncia alla pena (art. 54 CP): Il ricorrente invocava la sospensione delle sue relazioni personali con i figli come una conseguenza diretta e sufficientemente grave da giustificare un'esenzione dalla pena. Il Tribunale federale ritiene che tale restrizione, decisa da un'autorità giudiziaria, sia una conseguenza prevedibile e inevitabile del suo comportamento delittuoso. Data la colpa intenzionale e grave del ricorrente, tali conseguenze non sono sproporzionate. L'applicazione dell'art. 54 CP è dunque negata. Anche l'argomento della "doppia pena" (civile e penale) viene respinto, poiché il principio del ne bis in idem non si applica a conseguenze di natura diversa (penale e civile) derivanti dal medesimo atto.
- Sulla determinazione della pena: Il Tribunale federale convalida la pena di 20 mesi di detenzione con la condizionale. Ritiene che la corte cantonale abbia correttamente valutato la colpevolezza del ricorrente come "schiacciante", basandosi su elementi pertinenti:
- Elevata intensità delittuosa: Il sequestro aveva carattere internazionale ed è stato condotto con notevole organizzazione e dissimulazione (menzogne, cambio di targhe, fuga in Francia, inseguimento).
- Danni causati ai figli: sono rimasti traumatizzati, separati dalla madre e hanno successivamente espresso il desiderio di vedere il padre solo in un contesto protetto.
- Movente egoistico: il ricorrente ha agito per opporsi a una decisione giudiziaria con l'intento di appropriarsi dei figli in modo duraturo.
- Mancata presa di coscienza: il ricorrente continua ad attribuire la colpa alla madre e a giustificare le proprie azioni, il che dimostra la necessità di una pena con effetto deterrente.
- Competenza territoriale: il fatto che la fuga si sia svolta in parte in Francia non impedisce alla giustizia svizzera di tenere conto di tali elementi ai fini della determinazione della pena, dal momento che il reato ha avuto inizio in Svizzera.
Le conclusioni subordinate del ricorrente (pena pecuniaria o braccialetto elettronico) sono parimenti respinte in quanto incompatibili con una pena di 20 mesi.
Newsletter Silex pubblicata in collaborazione con Claudia Malaguerra