
TPF, 18.08.2026, RR.2026.35
Fatti
Le autorità slovacche hanno richiesto l'estradizione di B., cittadino slovacco, per perseguirlo per aver presumibilmente commissionato l'omicidio di un imprenditore svizzero nel 2015. Il 31 dicembre 2025, l'Ufficio federale di giustizia (UFG) ha nominato l'avvocato A. come difensore d'ufficio. B. si è opposto all'estradizione e ha richiesto, senza successo, la propria scarcerazione. La difesa ha in particolare invocato l'esistenza di un procedimento penale svizzero relativo ai medesimi fatti, nonché i legami familiari e sociali di B. in Svizzera (consid. 3 e 4.1).
L'avvocato ha richiesto circa 6.200 CHF per 27,5 ore di lavoro, comprendenti visite in carcere, ricerche giuridiche, scambi con la famiglia e memorie scritte. Il 3 marzo 2026, l'UFG ha autorizzato l'estradizione e fissato forfettariamente l'indennità a 3.500 CHF. L'avvocato ha presentato ricorso, richiedendo 6.000 CHF o, in subordine, un'indennità fissata dal Tribunale, denunciando una riduzione arbitraria e insufficientemente motivata, nonché una violazione del suo diritto di essere sentito (consid. 3, 4.1 e 4.2).
Diritto
La Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale è competente a controllare l'indennità accordata dall'UFG al difensore d'ufficio in conformità agli art. 21e25 AIMP. Solo l'avvocato nominato d'ufficio, e non il suo assistito, possiede la legittimazione a ricorrere contro la determinazione dei propri onorari. Il ricorso, depositato nelle forme e nei termini di legge, è pertanto ricevibile (consid. 1 e 2).
L'art. 29 cpv. 3 Cost. garantisce al difensore d'ufficio una remunerazione per le attività necessarie all'effettiva tutela dei diritti dell'assistito. Tale garanzia non copre tuttavia l'integralità delle prestazioni effettuate. Devono essere indennizzate solo le attività che presentano un nesso con la difesa, necessarie e proporzionate. Gli art. 9 a 12 RPAF prevedono in particolare la presa in considerazione del tempo necessario, delle spese vive e dell'IVA (consid. 4.5 e 4.6).
L'indennità dipende dalla complessità del caso, dalla sua importanza, dal tempo dedicato, dalla qualità del lavoro e dalle responsabilità assunte. L'autorità dispone di un ampio potere di apprezzamento. Quando viene prodotta una nota d'onorario dettagliata, le riduzioni devono in linea di principio essere motivate. Una determinazione forfettaria rimane tuttavia ammissibile quando il tempo fatturato appare manifestamente sproporzionato rispetto alla difficoltà e all'ampiezza del caso (consid. 4.7 e 4.8).
Applicazione al caso concreto
Le note d'onorario raggruppavano diverse prestazioni senza precisare il tempo dedicato a ciascuna. Esse non permettevano quindi di identificare con precisione le attività necessarie. Nonostante la gravità del reato, il caso presentava una complessità limitata: il mandato d'arresto europeo contava nove pagine e i fatti rilevanti erano esposti in modo succinto. La durata dei colloqui in carcere appariva eccessiva, in particolare per la mancata distinzione tra spostamenti e consultazioni (consid. 4.9).
Le ricerche relative alla colpevolezza di B., ai moventi dell'omicidio e alle prove a discarico erano estranee all'oggetto del procedimento di estradizione. Le ricerche giuridiche ordinarie non erano indennizzabili in assenza di questioni eccezionali. La richiesta di scarcerazione era destinata all'insuccesso alla luce della giurisprudenza restrittiva applicabile. Infine, la redazione delle note d'onorario costituiva un obbligo professionale non remunerabile (consid. 4.9).
L'UFG poteva pertanto ravvisare una sproporzione manifesta e fissare forfettariamente l'indennità senza violare il diritto di essere sentito. L'affermazione secondo cui l'UFG avrebbe garantito oralmente la copertura delle prestazioni supplementari era contestata e non permetteva di rimettere in discussione tale valutazione (consid. 4.10 e 4.11).
Esito
Il ricorso è respinto. L'indennità forfettaria di 3.500 CHF è confermata, non essendo il suo importo manifestamente inadeguato. Le spese giudiziarie di 2.000 CHF sono poste a carico dell'avvocato ricorrente e compensate con l'anticipo versato (consid. 4.12 e 5).