
La ricerca giuridica assistita dall’intelligenza artificiale permette di ritrovare regole di diritto, decisioni giudiziarie ed elementi di ragionamento a partire da una domanda formulata in linguaggio naturale. In Svizzera, la sua utilità dipende da una condizione essenziale: le fonti proposte devono poter essere consultate, verificate e apprezzate secondo la loro portata giuridica.
L’IA non sostituisce né le banche dati documentali specializzate né il lavoro del giurista. Facilita l’individuazione dei testi pertinenti e consente di guadagnare tempo nelle prime fasi della ricerca. Spetta poi al professionista esaminare i riferimenti, valutarne la portata e costruire l’argomentazione.
In che cosa consiste la ricerca giuridica assistita dall’IA?
La ricerca giuridica tradizionale si fonda su parole chiave, riferimenti legali e filtri, in particolare per giurisdizione o per data. Questo metodo resta particolarmente efficace quando si sa già quali testi o quali nozioni cercare.
L’intelligenza artificiale offre un altro modo di affrontare la ricerca. Piuttosto che inserire una successione di parole chiave, il giurista può descrivere una situazione, esporre i fatti pertinenti o formulare direttamente una questione di diritto. Lo strumento può allora identificare le nozioni in gioco, suggerire disposizioni applicabili e orientare la ricerca verso decisioni pertinenti, anche quando queste impiegano un vocabolario diverso da quello del fascicolo.
La ricerca giuridica assistita dall’IA può in particolare servire a:
- identificare disposizioni di diritto federale o cantonale;
- ritrovare sentenze del Tribunale federale o delle giurisdizioni cantonali;
- mettere in parallelo diverse soluzioni ritenute dalla giurisprudenza;
- individuare le principali questioni giuridiche sollevate da un fascicolo.
Questo approccio si distingue dall’esame dei documenti di un mandato, come l’analisi di un contratto o di un insieme di documenti interni. Per approfondire questo aspetto, consulta il nostro articolo sull’analisi giuridica assistita dall’IA. La nostra guida dedicata alla giurisprudenza svizzera e all’IA tratta più in particolare la ricerca di decisioni. Troverai inoltre una presentazione generale nel nostro articolo sull’intelligenza artificiale applicata al diritto.
Perché una ricerca per parole chiave non basta sempre?
Una ricerca per parole chiave presuppone di conoscere i termini impiegati nelle fonti giuridiche. La stessa questione può tuttavia essere espressa in maniere diverse. Questa difficoltà è particolarmente sensibile in Svizzera, dove la legislazione e la giurisprudenza sono redatte in più lingue.
Una decisione pur pertinente rischia così di non comparire se utilizza termini diversi da quelli della richiesta. All’inverso, una ricerca troppo generale può far emergere numerosi risultati appartenenti a un altro ramo del diritto o a un altro cantone.
La ricerca assistita dall’IA presenta un interesse quando permette di interrogare il contenuto dei testi a partire dal senso di una domanda, senza limitarsi alla corrispondenza esatta delle parole. Deve tuttavia lasciare al giurista la possibilità di affinare i risultati secondo criteri classici: giurisdizione, data, tipo di fonte o lingua. Soprattutto, ogni risultato deve rinviare a un testo consultabile, la cui pertinenza possa essere verificata alla luce dei fatti del fascicolo.
Le particolarità del diritto svizzero esigono una vigilanza accresciuta
In Svizzera, una ricerca rigorosa deve distinguere il diritto federale dal diritto cantonale, la legislazione dalla giurisprudenza e, se del caso, le analisi dottrinali. Queste fonti non hanno né la stessa natura né la stessa autorità. Un’ordinanza non si confonde con una legge; allo stesso modo, una decisione cantonale non riveste necessariamente la stessa portata di una decisione di principio del Tribunale federale.
Fedlex costituisce un riferimento ufficiale per consultare il diritto federale. Per quanto riguarda la giurisprudenza, è indispensabile poter accedere alla decisione originale, leggere i considerandi pertinenti e determinare in quale misura si applicano alla situazione esaminata. Un riferimento impreciso, introvabile o attribuito alla giurisdizione sbagliata non dovrebbe essere ripreso senza verifica.
Gli assistenti generalisti possono talvolta confondere queste diverse fonti, invocare una regola proveniente dal diritto francese o europeo, o persino menzionare una disposizione inesistente. I nostri confronti ChatGPT o Silex e Claude o Silex esaminano le differenze tra questi strumenti e un assistente specializzato nel diritto svizzero.
Come formulare una domanda di ricerca pertinente?
La qualità dei risultati dipende in parte dalla precisione della domanda posta. Una richiesta tanto generale quanto « responsabilità del venditore » rischia di condurre a una risposta poco mirata. All’inverso, una formulazione troppo restrittiva può far trascurare disposizioni o decisioni utili.
Per orientare efficacemente la ricerca, conviene in generale precisare:
- i fatti determinanti, senza comunicare inutilmente l’integralità del fascicolo;
- la questione giuridica da esaminare;
- il diritto applicabile, in particolare federale o cantonale, quando è noto;
- il periodo interessato o, se del caso, la riforma legislativa in causa.
A partire da questi elementi, l’IA può suggerire piste, avvicinare più fonti e facilitare la preparazione di una prima nota di ricerca. Non decide tuttavia né quale argomento privilegiare né quale conclusione ritenere. Queste scelte spettano al giurista, che deve confrontare i risultati con i testi originali e con le particolarità del mandato.
Perché occorre verificare ogni riferimento?
Una risposta generata da un’IA non costituisce, da sola, una ricerca giuridica conclusa. Per essere utilizzabile, deve permettere di consultare le disposizioni, le decisioni o i documenti sui quali si fonda. Un riassunto, per quanto convincente, non dispensa mai dalla lettura della fonte originale.
Prima di menzionare un riferimento in una nota, in un parere di diritto o in un memoriale, conviene in particolare verificare:
- l’esistenza del testo o della decisione citati;
- l’esattezza dei riferimenti, in particolare il numero d’articolo, la data e la giurisdizione;
- il contenuto esatto del passaggio su cui poggia l’analisi;
- le eventuali modifiche legislative o evoluzioni giurisprudenziali intervenute da allora.
La fluidità di una risposta non ne garantisce la correttezza. Se l’IA permette di individuare più rapidamente delle fonti, la loro interpretazione e il loro utilizzo esigono sempre il medesimo rigore professionale. Le linee guida adottate nel giugno 2024 dalla Federazione Svizzera degli Avvocati (FSA) ricordano d’altronde che il ricorso all’intelligenza artificiale non dispensa l’avvocato dai suoi obblighi di verifica.
Mettere in relazione le fonti giuridiche e i documenti del fascicolo
Una questione giuridica non può essere esaminata indipendentemente dai fatti che la sottendono. Questi fatti figurano spesso in contratti, e-mail, note o altri documenti del mandato. Uno strumento di ricerca pertinente deve poter tenere conto di questi elementi, rispettando al contempo le esigenze di riservatezza e di protezione dei dati.
Presso Silex, la funzionalità Silo permette di mettere in relazione i documenti interni con le fonti giuridiche consultate. Questo approccio aiuta in particolare a confrontare una clausola contrattuale, una data determinante o un precedente interno con le regole suscettibili di applicarsi al fascicolo.
Il funzionamento di questi strumenti è presentato nella pagina dedicata al prodotto Silex. Le questioni legate ai dati sono affrontate nel nostro articolo sull’IA e la protezione dei dati, nonché nella pagina sicurezza e segreto professionale.
Integrare la ricerca giuridica assistita dall’IA nelle pratiche professionali
L’adozione di uno strumento di ricerca è più semplice quando si integra nei software già utilizzati dagli studi legali e dalle direzioni giuridiche. I professionisti possono così accedere alle funzioni di ricerca senza moltiplicare i cambiamenti di ambiente di lavoro.
L’integrazione di Silex in WinLex e SkyLex permette, ad esempio, di avviare una ricerca giuridica direttamente dal fascicolo in corso. La collaborazione tra Silex e MCR Solutions si iscrive nella stessa logica.
Al di là dell’integrazione tecnica, le organizzazioni hanno interesse a definire un quadro d’uso preciso: strumenti autorizzati, natura delle informazioni che possono essere trasmesse e modalità di controllo dei risultati. La nostra guida sulla strategia IA in azienda presenta le principali tappe di questo approccio. I professionisti che esercitano in studio troveranno inoltre raccomandazioni nel nostro articolo dedicato all’IA per gli avvocati.
Assistente giuridico, banca dati documentale o IA generalista: quali differenze?
Non tutti gli strumenti che utilizzano l’intelligenza artificiale per la ricerca giuridica assolvono le stesse funzioni.
Una banca dati documentale dà accesso a un insieme di testi legislativi, di decisioni e, spesso, di pubblicazioni dottrinali soggette a licenza. Un assistente generalista può spiegare una nozione o aiutare a formulare una domanda, senza per questo garantire l’accesso a riferimenti svizzeri esatti e verificabili. Un assistente specializzato nella ricerca giuridica si fonda, dal canto suo, su un corpus determinato e deve permettere di consultare le fonti invocate a sostegno delle sue risposte.
Queste soluzioni non sono necessariamente concorrenti: possono essere complementari. Il nostro confronto Swisslex o Silex spiega in particolare ciò che distingue una biblioteca giuridica da un assistente di ricerca. Per approfondire, consulta anche la nostra guida sui criteri da considerare per scegliere un assistente giuridico fondato sull’IA.
Cosa propone Silex per la ricerca giuridica in Svizzera
Silex è una piattaforma concepita per la ricerca e l’analisi in diritto svizzero. Secondo l’editore, si fonda su un corpus di oltre 800 000 fonti giuridiche svizzere, comprendenti in particolare testi legislativi e decisioni di giurisprudenza federale e cantonale. Le risposte fornite sono accompagnate da riferimenti che il giurista può consultare e controllare prima di utilizzarli.
Silex indica inoltre che i dati sono ospitati in Svizzera, presso Infomaniak, e che i file dei suoi clienti non sono utilizzati per addestrare i modelli. La funzionalità Silo permette, inoltre, di mettere in relazione la ricerca giuridica con i documenti interni di uno studio o di un’organizzazione.
La piattaforma è proposta in tre formule: Solo a CHF 149, Team a CHF 490 ed Enterprise a CHF 895 al mese, IVA esclusa. Le caratteristiche delle diverse offerte sono dettagliate nella pagina delle tariffe Silex.
La banca privata Bordier & Cie ha adottato Silex per le proprie ricerche giuridiche. La collaborazione conclusa tra Silex ed EXPERTsuisse riguarda in particolare i settori della revisione, della fiscalità e della consulenza fiduciaria. I diversi casi d’uso sono presentati nella pagina delle soluzioni per ambito di attività.
Per scoprire la piattaforma a partire da una situazione concreta, puoi prenotare una dimostrazione.
In breve
La ricerca giuridica assistita dall’IA permette di passare più rapidamente da una domanda formulata in linguaggio naturale alle disposizioni e alle decisioni suscettibili di rispondervi. Non dispensa tuttavia né dal consultare le fonti originali né dall’esercitare il proprio giudizio giuridico.
In Svizzera, la qualità di uno strumento poggia in particolare su tre elementi: un corpus adatto al diritto federale e cantonale, un accesso diretto ai riferimenti citati e una distinzione chiara tra legislazione, giurisprudenza, dottrina e documenti propri del fascicolo.
Che figuri in un parere di diritto, in un memoriale o in un atto processuale, ogni riferimento suggerito da un’IA deve essere verificato nella sua fonte originale prima di essere utilizzato.
FAQ
Che cos’è la ricerca giuridica assistita dall’IA?
Si tratta di utilizzare l’intelligenza artificiale per identificare regole di diritto, decisioni giudiziarie o piste di ragionamento a partire da una domanda formulata in linguaggio naturale. Uno strumento destinato ai professionisti deve permettere di consultare i riferimenti proposti e di valutarne la portata giuridica.
Un’IA può sostituire una banca dati documentale come Swisslex?
Non necessariamente. Una banca dati documentale dà in particolare accesso a pubblicazioni dottrinali sotto licenza e a fondi documentali specializzati. Un’IA di ricerca facilita la formulazione delle domande e l’individuazione delle fonti pertinenti. I due approcci possono quindi completarsi. Il nostro confronto Swisslex o Silex torna sulle loro differenze.
ChatGPT basta per effettuare una ricerca giuridica in Svizzera?
ChatGPT può essere utile per comprendere una nozione, esplorare una questione o strutturare una ricerca preliminare. Quando invece una risposta è destinata a essere utilizzata in un fascicolo, è indispensabile verificare i riferimenti, assicurarsi che rientrino nel diritto svizzero applicabile e consultare i testi originali.
Come porre una buona domanda a un’IA di ricerca giuridica?
Presenta i fatti essenziali, formula chiaramente la questione di diritto e precisa, se lo conosci, il quadro giuridico applicabile. Evita le richieste troppo generali, ma non restringere inutilmente la ricerca. Esamina poi ogni fonte proposta prima di utilizzarla.
Come scegliere un’IA per la ricerca giuridica in Svizzera?
Esamina la copertura del diritto federale e cantonale, le possibilità di accesso alle fonti, le condizioni di hosting e di utilizzo dei dati, nonché l’integrazione con i software della tua organizzazione. Il nostro articolo dedicato alla scelta di un assistente giuridico fondato sull’IA dettaglia questi diversi criteri.


