
TF, 13.03.2026, 7B_178/2026
Fatti
È in corso un procedimento penale nei confronti di A.________ per truffa professionale. L'uomo è sospettato di aver sottratto, tramite le sue società, un totale di 28,1 milioni di franchi a 23 parti lese. Essendo ignoto il suo luogo di dimora, nel 2013 è stato emesso nei suoi confronti un mandato di cattura nazionale, seguito da uno internazionale nel 2022. Arrestato nel Regno Unito nel novembre 2022, è stato estradato in Svizzera nel settembre 2024, dove si trova da allora in custodia cautelare e successivamente in detenzione di sicurezza.
Il 22 luglio 2025, il Tribunale distrettuale di Zurigo ha condannato A.________ a 6 anni e mezzo di reclusione. A.________ ha presentato appello contro tale sentenza. La detenzione di sicurezza è stata prorogata fino al 22 novembre 2025.
Per inavvertenza, il titolo di detenzione è scaduto in tale data senza essere rinnovato. Ne è seguita una serie di decisioni giudiziarie confuse ed errate: un primo tentativo di proroga da parte del Tribunale dei provvedimenti coercitivi è stato annullato per incompetenza dall'Obergericht (Corte suprema del Cantone di Zurigo). Una seconda decisione del Tribunale distrettuale, che ordinava nuovamente la detenzione, è stata a sua volta annullata dall'Obergericht il 7 gennaio 2026, con la motivazione che il diritto di essere sentito di A.________ era stato violato, poiché non era stata condotta alcuna udienza in contraddittorio. Il caso è stato quindi rinviato alla sezione competente dell'Obergericht per la procedura d'appello.
Il 12 gennaio 2026, il presidente di tale sezione ha tenuto un'udienza, al termine della quale ha ordinato l'immediato collocamento di A.________ in detenzione di sicurezza, constatando al contempo che la sua detenzione era illegale dal 23 novembre 2025. È contro tale ordinanza presidenziale che A.________ ricorre al Tribunale federale, invocando una nuova violazione del suo diritto di essere sentito, nello specifico del suo diritto di replica.
Diritto
Il Tribunale federale richiama i principi fondamentali che garantiscono il diritto di essere sentito, sanciti dall'art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale (Cost.), dall'art. 6 cpv. 1 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) e dall'art. 107 cpv. 1 del Codice di procedura penale (CPP). Tale garanzia include il diritto di replica, che conferisce a ogni parte il diritto di prendere conoscenza delle osservazioni della controparte e di pronunciarsi in merito, a prescindere dal fatto che tali osservazioni contengano o meno elementi nuovi o essenziali.
Questo diritto si applica pienamente alle procedure di controllo della detenzione. Una decisione sulla detenzione è valida solo se l'imputato ha avuto preventivamente la possibilità di esercitare il proprio diritto di replica. La violazione di tale diritto comporta in linea di principio l'annullamento della decisione impugnata, indipendentemente dalla sua fondatezza nel merito. Una "sanatoria" del vizio procedurale dinanzi all'istanza superiore è esclusa dinanzi al Tribunale federale, poiché quest'ultimo non dispone di un pieno potere di esame dei fatti.
Il Tribunale federale precisa inoltre le modalità dell'udienza di detenzione. Se un primo collocamento in detenzione di sicurezza (senza precedente custodia cautelare) richiede un'udienza orale (art. 31 cpv. 3 Cost.), la proroga può avvenire tramite procedura scritta qualora l'imputato sia già stato sentito oralmente e i motivi della detenzione non siano mutati. Tuttavia, se viene condotta un'udienza orale, essa deve imperativamente svolgersi in contraddittorio e rispettare il principio della parità delle armi. Uno degli obiettivi principali di un'udienza orale è proprio quello di consentire alle parti di rispondere direttamente e immediatamente agli argomenti dell'altra. L'imputato deve quindi avere la possibilità di prendere posizione sulle conclusioni orali del pubblico ministero.
Infine, il Tribunale federale critica severamente la forma della decisione impugnata, redatta in un'unica frase di oltre otto pagine (un "Dass-Entscheid"). Ricorda che questo formato è ammissibile solo per decisioni molto brevi e semplici. Per un caso complesso, tale forma di redazione viola l'art. 112 cpv. 1 della Legge sul Tribunale federale (LTF), che esige una motivazione chiara e comprensibile, e costituisce di per sé un motivo di annullamento.
Applicazione al caso concreto
Il Tribunale federale rileva che, durante l'udienza del 12 gennaio 2026, il giudice dell'istanza precedente ha esplicitamente negato al ricorrente il diritto di replicare alle arringhe del pubblico ministero. Il verbale dell'udienza attesta che il giudice ha dichiarato che il procedimento non era "contraddittorio" e che non ci sarebbero state "né seconde arringhe, né l'ultima parola".
Così facendo, l'istanza precedente ha violato in modo flagrante il diritto di essere sentito e il diritto di replica del ricorrente. Tale violazione è tanto più grave in quanto la decisione di porre in detenzione si fonda espressamente su argomenti avanzati dal pubblico ministero durante la medesima udienza, ai quali il ricorrente non ha potuto rispondere. Il Tribunale federale sottolinea che l'istanza precedente ha commesso questo errore nonostante un'altra camera dello stesso tribunale avesse appena annullato una decisione precedente per il medesimo motivo (assenza di procedura contraddittoria).
Inoltre, la forma della decisione impugnata ("Dass-Entscheid") è giudicata del tutto inappropriata e costituisce una violazione dell'art. 112 cpv. 1 LTF, giustificandone di per sé l'annullamento.
Il Tribunale federale respinge tuttavia la richiesta di scarcerazione immediata del ricorrente. Secondo una giurisprudenza costante, i vizi procedurali non comportano automaticamente la scarcerazione se le condizioni materiali della detenzione sono potenzialmente soddisfatte. Spetterà all'istanza precedente riesaminare tale questione nel rispetto delle norme procedurali.
Esito
Il Tribunale federale accoglie parzialmente il ricorso. Annulla l'ordinanza presidenziale dell'Obergericht del 12 gennaio 2026.
Accerta formalmente che il ricorrente si trova in detenzione illegale dal 23 novembre 2025.
La causa è rinviata all'istanza precedente con l'istruzione di condurre senza indugio un nuovo procedimento di detenzione in contraddittorio e di emettere una nuova decisione che rispetti i requisiti formali di motivazione.
A causa della violazione qualificata e ripetuta del diritto di essere sentito da parte delle autorità giudiziarie cantonali, il Tribunale federale pone, a titolo eccezionale, le spese giudiziarie a carico del Cantone di Zurigo e gli ordina di versare un'indennità di parte al ricorrente.
Newsletter Silex pubblicata in collaborazione con Claudia Malaguerra