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NewsletterRicorso in materia penale

Abuso di fiducia multiplo: decorrenza del termine per la querela penale e conoscenza da parte del curatore e dell'autorità di protezione dell'adulto

08 April 2026

TF, 19.03.2026, 7B_1062/2025

Fatti

Il ricorrente, A.A.________, è stato condannato per appropriazione indebita ripetuta (art. 138 CP) ai danni della madre defunta. Tra il 2006 e il 2008, ha utilizzato una procura generale per effettuare ingenti prelievi in contanti e trasferimenti di fondi dai conti della madre, per un importo complessivo di diverse centinaia di migliaia di franchi. La madre aveva subito un ictus nell'aprile 2006, che l'aveva resa incapace di discernimento in merito a tali transazioni finanziarie.

Nel gennaio 2007 è stata istituita una curatela. Dopo un primo curatore che non ha esercitato il proprio mandato, un secondo curatore, D.________, è stato nominato il 1° aprile 2009 ed è rimasto in carica fino al decesso della madre, avvenuto nell'ottobre 2009.

Il ricorrente ha sostenuto dinanzi al Tribunale federale che il procedimento penale era prescritto. Egli afferma che il curatore D.________ e l'autorità di protezione dell'adulto erano a conoscenza, o avrebbero dovuto esserlo, degli atti illeciti durante il mandato di curatela nel 2009. Di conseguenza, il termine di tre mesi per sporgere querela (art. 31 CP) sarebbe iniziato a decorrere ed sarebbe scaduto in quel periodo, rendendo inammissibile ogni successiva azione penale.

Diritto

Il Tribunale federale richiama i principi che disciplinano il termine di querela per i reati perseguibili a querela di parte, come l'appropriazione indebita (art. 138 n. 1 cpv. 4 CP).

Ai sensi dell'art. 31 CP, il diritto di sporgere querela si prescrive in tre mesi. Tale termine inizia a decorrere dal giorno in cui l'avente diritto ha conoscenza dell'autore e del reato. La giurisprudenza richiede una conoscenza certa e affidabile dei fatti. Un semplice sospetto non è sufficiente. L'avente diritto deve disporre di informazioni sufficientemente solide affinché un'azione penale appaia avere probabilità di successo e per tutelarsi contro un'eventuale accusa di calunnia. Tale conoscenza deve riguardare tutti gli elementi costitutivi del reato, compresi gli aspetti soggettivi (l'intenzione dell'autore).

È fondamentale sottolineare che il Tribunale federale precisa che il termine di querela inizia a decorrere solo dal momento della conoscenza effettiva. Il fatto che l'avente diritto (o il suo rappresentante legale, come un curatore) avrebbe potuto o dovuto avere conoscenza del reato usando maggiore diligenza non è rilevante ai fini dell'inizio del termine. Una violazione dei doveri di diligenza da parte del rappresentante della vittima non comporta l'inizio del termine di prescrizione della querela.

Applicazione al caso concreto

Il Tribunale federale esamina se la conclusione dell'istanza cantonale, secondo cui né il curatore D.________ né l'autorità di protezione dell'adulto possedevano la conoscenza necessaria per sporgere querela nel 2009, sia arbitraria.

Il Tribunale conferma la valutazione dell'istanza inferiore. Il curatore D.________ ha testimoniato di aver tentato senza successo di contattare il ricorrente per redigere un inventario dei beni della madre. Sebbene avesse ottenuto alcuni documenti bancari e constatato dei prelievi, non aveva né una visione d'insieme dell'entità delle transazioni, né la conoscenza del contesto o dei motivi delle stesse. Non poteva quindi determinare con certezza se tali transazioni fossero illegittime o se servissero ai bisogni della madre. La sua impressione che il ricorrente "vivesse alle spalle della madre" rientrava nel sospetto, e non nella conoscenza certa richiesta dalla legge. La revoca della procura generale è stata una misura precauzionale dovuta alla mancanza di cooperazione del ricorrente e per evitare una responsabilità personale, e non la conferma di un reato accertato.

Il Tribunale federale respinge l'argomentazione del ricorrente secondo cui il curatore "avrebbe dovuto sapere". In conformità ai principi giuridici, solo la conoscenza effettiva e certa fa decorrere il termine di querela. Il fatto che indagini più approfondite avrebbero potuto rivelare i reati è irrilevante. Il Tribunale conclude pertanto che l'istanza cantonale non è incorsa nell'arbitrio nel ritenere che il curatore non disponesse delle informazioni necessarie per sporgere querela nel 2009. Il termine di querela non era dunque iniziato a decorrere in quel periodo.

Esito

Il Tribunale federale respinge il ricorso nella misura in cui è ammissibile. Le spese giudiziarie sono a carico del ricorrente.








Newsletter Silex pubblicata in collaborazione con Claudia Malaguerra