Ricorso in materia penale

Coercizione, perturbamento di pubblici servizi, libertà di riunione e di espressione in relazione a una manifestazione per il clima non autorizzata

Coercizione, perturbamento di pubblici servizi, libertà di riunione e di espressione in relazione a una manifestazione per il clima non autorizzata

TF, 26.02.2026, 6B_830/2023

Fatti

Il 20 giugno 2020, A.________ ha partecipato a una manifestazione per il clima non autorizzata, organizzata dal gruppo "Extinction Rebellion" sul Quaibrücke a Zurigo. La polizia, per motivi di sicurezza, ha chiuso il ponte al traffico stradale e tranviario, deviando la circolazione e interrompendo il servizio di cinque linee di tram.

La manifestazione, inizialmente tollerata dalla polizia per circa 40 minuti, è proseguita nonostante i ripetuti avvertimenti di sgomberare. A.________, membro del gruppo "Doctors for XR", è rimasta sulla carreggiata dalle 13:06 alle 13:47, tenendo uno striscione con la scritta "l'inaction du gouvernement tue". Non ha partecipato al blocco da seduti ("Sitzblockade") e si è sottoposta volontariamente al controllo di polizia al termine dell'azione.

Inizialmente assolta in primo grado dal Tribunale distrettuale di Zurigo, A.________ è stata condannata in appello dal Tribunale cantonale superiore per coazione (art. 181 CP) e perturbamento di pubblici servizi (art. 239 cpv. 1 CP) a una pena pecuniaria di 10 aliquote giornaliere di CHF 100.--, sospesa condizionalmente. A.________ ha quindi presentato ricorso in materia penale al Tribunale federale, chiedendo la sua assoluzione e contestando la violazione delle libertà di espressione e di riunione.

Diritto

Il Tribunale federale ha esaminato la condanna alla luce di due principali reati e dei diritti fondamentali invocati:

  1. Perturbamento di pubblici servizi (art. 239 cpv. 1 CP): Questa disposizione protegge l'interesse della collettività al funzionamento ininterrotto di servizi essenziali, come i trasporti pubblici. La fattispecie è realizzata quando si impedisce, disturba o mette in pericolo intenzionalmente (anche con dolo eventuale) l'esercizio di un'impresa di trasporto pubblico. La giurisprudenza richiede che il perturbamento raggiunga una certa intensità e durata. La semplice deviazione di una linea di autobus non è sufficiente; è decisivo l'impatto concreto sugli utenti, come ritardi significativi, e il numero di veicoli e linee interessate.

  2. Coazione (art. 181 CP): Commette questo reato chi, usando violenza, minaccia di grave danno o limitando in altro modo la libertà d'agire altrui, costringe una persona a fare, omettere o tollerare un atto. La fattispecie della "limitazione della libertà d'agire" deve essere interpretata restrittivamente e raggiungere un'intensità paragonabile alla violenza o alla minaccia. L'illiceità dell'atto non è automatica e richiede una ponderazione degli interessi, considerando i mezzi utilizzati, lo scopo perseguito e la loro proporzionalità. Nel contesto di azioni politiche, questa ponderazione deve tenere conto dei diritti costituzionali dei manifestanti, come la libertà di espressione e di riunione. Un blocco stradale che causa solo un piccolo disagio o una deviazione minima non costituisce necessariamente una coazione penalmente rilevante.

  3. Libertà di espressione e di riunione (art. 16 e 22 Cost.; art. 10 e 11 CEDU): Questi diritti fondamentali sono centrali in una democrazia ma non sono assoluti. Possono essere limitati se la restrizione si basa su una legge, persegue un interesse pubblico legittimo (come la sicurezza pubblica, l'ordine o la protezione dei diritti altrui) e rispetta il principio di proporzionalità. Le manifestazioni su suolo pubblico possono essere soggette a un regime di autorizzazione. Sebbene le autorità debbano mostrare una certa tolleranza verso le manifestazioni pacifiche non autorizzate, una condanna penale è ammissibile quando i manifestanti causano intenzionalmente un disturbo che va oltre il disagio normalmente associato all'esercizio di tali libertà.

Applicazione al caso concreto

Il Tribunale federale ha confermato la decisione dell'istanza precedente, respingendo le argomentazioni della ricorrente.

  • Sulla qualifica di personale sanitario: Il Tribunale ha ritenuto non arbitraria la conclusione secondo cui la ricorrente non agiva primariamente come soccorritrice, ma come partecipante attiva alla manifestazione. La sua veste era un "abbigliamento da manifestazione" del gruppo "Doctors for XR" e la sua presenza sulla carreggiata con uno striscione andava oltre un ruolo di mera assistenza medica.

  • Sul perturbamento dei pubblici servizi: Il blocco del Quaibrücke, un nodo cruciale della rete di trasporti di Zurigo, ha interrotto per diverse ore il servizio di cinque importanti linee di tram. Questa interruzione, per la sua durata, la sua localizzazione strategica e il numero di linee coinvolte, ha raggiunto l'intensità richiesta dall'art. 239 CP. Il fatto che la chiusura sia stata ordinata dalla polizia per motivi di sicurezza è irrilevante, poiché è stata una conseguenza diretta e prevedibile dell'azione dei manifestanti.

  • Sulla coazione: Il blocco ha causato un notevole caos veicolare, con ritardi significativi e ingorghi, superando di gran lunga un semplice disagio. La limitazione della libertà di movimento degli automobilisti ha quindi raggiunto l'intensità necessaria per configurare una coazione. L'atto è stato ritenuto illecito e sproporzionato: i manifestanti avrebbero potuto scegliere luoghi alternativi (come una zona pedonale) o modalità diverse che non implicassero il blocco totale di un'arteria stradale principale. L'obiettivo primario dell'azione era proprio quello di causare un'interruzione massiccia, non una sua mera conseguenza.

  • Sulla violazione delle libertà fondamentali: Il Tribunale federale ha stabilito che la condanna penale costituisce una restrizione ammissibile delle libertà di espressione e di riunione. La restrizione era prevista dalla legge (Codice Penale), perseguiva scopi legittimi (mantenimento dell'ordine pubblico e protezione dei diritti degli altri utenti della strada) ed era proporzionata. Le autorità hanno dimostrato tolleranza permettendo alla manifestazione di svolgersi per 40 minuti. Tuttavia, il comportamento dei manifestanti, volto a causare un disturbo deliberato e significativo, non gode della stessa protezione di un discorso politico pacifico. La pena inflitta (una modesta pena pecuniaria sospesa) è stata considerata proporzionata e non tale da generare un "chilling effect" (effetto dissuasivo) inammissibile.

Esito

Il Tribunale federale ha respinto il ricorso nella misura in cui era ammissibile. Ha confermato la condanna di A.________ per coazione e perturbamento di pubblici servizi, ritenendola conforme al diritto federale e compatibile con la Costituzione e la CEDU. Le spese giudiziarie sono state poste a carico della ricorrente.







Newsletter Silex, pubblicata in collaborazione con Claudia Malaguerra

© 2023-2026 Silex Legal (Ex Nunc Intelligence SA)

© 2023-2026 Silex Legal (Ex Nunc Intelligence SA)

© 2023-2026 Silex Legal (Ex Nunc Intelligence SA)