Ricorso in materia penale

Lesioni colpose semplici: Principio d'accusa e doveri del conducente in prossimità di un attraversamento pedonale diviso da un'isola salvagente

Lesioni colpose semplici: Principio d'accusa e doveri del conducente in prossimità di un attraversamento pedonale diviso da un'isola salvagente

TF, 12.02.2026, 6B_389/2025

Fatti

Il 9 dicembre 2021, verso le 06:45, A.________ (la ricorrente) stava guidando la sua autovettura sulla V.strasse a U., con l'intenzione di svoltare a destra dopo un attraversamento pedonale. In quel momento, B.________ (la parte lesa) stava attraversando la strada sulle strisce pedonali da sinistra a destra. A causa di una disattenzione, la conducente non si avvedeva della presenzadel pedonee la investiva. A seguito della collisione, B.________ riportava lesioni significative (frattura trimalleolare della caviglia destra e fratture costali a destra) e sporgeva querela penale per lesioni colpose. Il Tribunale distrettuale di Baden condannava A.________ per lesioni colpose semplici. La sentenza veniva confermata in appello dal Tribunale cantonale di Argovia, che infliggeva alla conducente una pena pecuniaria di 20 aliquote giornaliere di CHF 40.–, sospesa condizionalmente. A.________ ha quindi presentato ricorso in materia penale al Tribunale federale, chiedendo il suo proscioglimento e contestando la violazione del principio d'accusa e un accertamento arbitrario dei fatti.

Diritto

Il Tribunale federale ha riesaminato i principi giuridici pertinenti.

  1. Principio d'accusa (Art. 9 e 325 CPP; Art. 29 cpv. 2 e 32 cpv. 2 Cost.): Questo principio ha una duplice funzione. Da un lato, delimita l'oggetto del processo (funzione di delimitazione): il tribunale può giudicare solo i fatti e le persone descritte nell'atto d'accusa. Dall'altro, garantisce i diritti della difesa (funzione informativa): l'imputato deve sapere esattamente di quali atti è accusato per potersi difendere efficacemente. Per i reati colposi, l'atto d'accusa deve descrivere le circostanze che rendono il comportamento dell'imputato una violazione di un dovere di prudenza, nonché la prevedibilità e l'evitabilità dell'evento.

  2. Lesioni colpose semplici (Art. 125 cpv. 1 CP): La condanna per questo reato presuppone che l'autore abbia causato un danno al corpo o alla salute di una persona per negligenza. La negligenza sussiste quando l'autore viola un dovere di prudenza, causando un risultato che era per lui prevedibile ed evitabile. La prevedibilità è data se il comportamento, secondo il corso ordinario degli eventi e l'esperienza di vita, è idoneo a causare o favorire un evento come quello verificatosi. L'evitabilità sussiste se, con un comportamento diligente, l'evento non si sarebbe prodotto.

  3. Norme della circolazione stradale (LCStr e ONC):

    1. Doveri verso i pedoni (Art. 33 LCStr): I conducenti devono avvicinarsi con particolare prudenza agli attraversamenti pedonali e, se necessario, fermarsi per concedere la precedenza ai pedoni che si trovano già sulle strisce o che stanno per attraversarle.

    2. Attraversamenti con isola salvagente (Art. 47 cpv. 3 ONC): Un attraversamento pedonale diviso da un'isola salvagente è considerato come due attraversamenti distinti. Tuttavia, la giurisprudenza (in particolare DTF 129 IV 39) stabilisce che il dovere di attenzione del conducente non si limita alla propria corsia e all'isola. Il conducente deve osservare l'intera area dell'attraversamento, compresa la corsia opposta e il marciapiede sinistro, per individuare eventuali segnali che indichino l'intenzione di un pedone di attraversare la strada in un'unica soluzione, senza fermarsi sull'isola. Tale rischio è maggiore su strade strette e con isole di piccole dimensioni.

Applicazione al caso concreto

Il Tribunale federale ha analizzato le censure della ricorrente alla luce di questi principi.

  1. Sulla violazione del principio d'accusa: Il Tribunale federale ha respinto la censura. L'atto d'accusa (nella forma di un decreto d'accusa) descriveva in modo sufficientemente chiaro e preciso il comportamento rimproverato alla ricorrente: aver investito una pedona su un attraversamento per disattenzione. La ricorrente era perfettamente in grado di capire le accuse e di preparare la sua difesa. Il fatto che l'atto d'accusa non menzionasse esplicitamente la presenza di un'isola salvagente o il comportamento specifico della vittima non ne inficiava la validità.

  2. Sull'accertamento dei fatti e la valutazione delle prove: La ricorrente sosteneva che l'istanza precedente avesse accertato i fatti in modo arbitrario, in particolare per quanto riguarda la distanza di visibilità, la velocità del pedone e il calcolo dello spazio di arresto.

    1. Il Tribunale federale ha ricordato che si configura arbitrio solo quando l'accertamento dei fatti è manifestamente insostenibile o in palese contraddizione con gli atti.

    2. L'istanza cantonale aveva stabilito, in modo non arbitrario, che la ricorrente avrebbe potuto e dovuto vedere il pedone da una distanza di almeno 25 metri. Questa conclusione si basava sulle dichiarazioni della vittima e su calcoli plausibili relativi alla sua velocità di marcia (stimata a 1,5 m/s, ovvero 5,4 km/h, considerata un'andatura normale) e al tempo necessario per raggiungere il punto di collisione.

    3. La ricorrente criticava il calcolo dello spazio di arresto, sostenendo che, data la presenza dell'isola, si sarebbe dovuto calcolare in due fasi. Il Tribunale federale ha respinto l'argomento, confermando l'analisi dell'istanza precedente: le circostanze concrete (strada secondaria, isola di piccole dimensioni) costituivano chiari indizi che il pedone avrebbe potuto attraversare senza fermarsi. Di conseguenza, la ricorrente avrebbe dovuto essere pronta a una frenata d'emergenza non appena avvistato il pedone  sulla prima metà delle strisce. Il calcolo, che indicava uno spazio di arresto totale di 21,40 metri (a 40 km/h), era quindi corretto e dimostrava che la ricorrente avrebbe avuto spazio sufficiente per fermarsi prima dell'impatto.

  3. Sulla violazione dell'art. 125 CP: Sulla base dei fatti accertati senza arbitrio, il Tribunale federale ha confermato la sussistenza di tutti gli elementi costitutivi del reato.

    1. Violazione del dovere di prudenza: La ricorrente ha manifestato una grave disattenzione, non accorgendosi di un pedone che stava già attraversando e che era visibile da almeno 25 metri. Non ha rispettato il suo dovere di osservare l'intera area dell'attraversamento.

    2. Prevedibilità ed evitabilità: L'incidente era prevedibile, poiché il comportamento di un pedone che attraversa senza fermarsi su un'isola piccola non è un evento straordinario. L'incidente era anche evitabile: se la ricorrente avesse prestato la dovuta attenzione, avrebbe potuto reagire tempestivamente e fermare il veicolo, come dimostrato dal calcolo dello spazio di arresto. L'eventuale concorso di colpa della vittima non era tale da interrompere il nesso causale adeguato con la negligenza della conducente.

Esito

Il Tribunale federale ha respinto il ricorso nella misura in cui era ammissibile. La condanna per lesioni colpose semplici pronunciata dal Tribunale cantonale di Argovia è stata confermata. Le spese giudiziarie sono state poste a carico della ricorrente.


Newsletter Silex, pubblicata in collaborazione con Claudia Malaguerra

© 2023-2026 Silex Legal (Ex Nunc Intelligence SA)

© 2023-2026 Silex Legal (Ex Nunc Intelligence SA)

© 2023-2026 Silex Legal (Ex Nunc Intelligence SA)